Firenze, 24 marzo – “La folgorazione per il cinema? L’ho avuta con Hitchcock, guardavo i suoi film e mi sono innamorato. Però devo dire che Luchino Visconti è stato uno dei miei maestri”. Così Park Chan-wook, la star del cinema coreano, oggi a Firenze per il 15/mo Florence Korea Film Festival che lo omaggia con una retrospettiva completa dei suoi film e una masterclass (fino al 31 marzo, cinema La Compagnia). Il cineasta coreano amato da Quentin Tarantino domani, 25 marzo, riceverà al cinema La Compagnia le Chiavi della città del Comune di Firenze, alla presenza del sindaco Dario Nardella, e presenterà il suo ultimo film “The Handmaiden” (ore 20,30).

“Il cinema italiano – ha spiegato il regista coreano – mi ha influenzato molto, soprattutto quello di Visconti che ho visto e rivisto imparando molto”. Rispondendo alle domande su come viene percepito il cinema coreano all’estero il regista ha detto: “che i giovani registi americani sono molto innamorati del cinema coreano e mi stranisce vedere film americani che ricordano la Corea come ad esempio il remake di Old boy. E’ stranissimo perché per me anche perché Spike Lee era davvero un eroe quando ho cominciato a studiare cinema”.

“E’ come se – ha spiegato il regista – io mi vestissi e truccassi come se fossi un americano”. Il regista coreano ha raccontato, attraverso i suoi film, il sentimento della vendetta e sull’argomento ha spiegato “io ho solo raccontato i sentimenti che molti uomini e donne provano. I miei personaggi lottano con il male del mondo ma soprattutto contro il male che provano loro stessi. Sicuramente ci sono molti aspetti che non sono esattamente belli da vedere nei miei film. Per quanto noi vogliamo vivere in un modo pieno di amore, in pace, tranquillo, alla fine per una cosa o per l’altra questa cosa non si realizza. Se noi però conosciamo bene gli aspetti bui e nascosti e violenti dentro di noi forse possiamo trovare il metodo per far fronte a questa cosa e gestirli”.