Titolo Coreano: 황해

Pronuncia Originale: Hwang-hae

Titolo Italiano:   Il mar giallo

Regista: NA HONG-JIN
Anno:  2010
Sceneggiatore: Na Hong-jin
Fotografia: Lee Sung-jae
Musica: Lee Byung-hoon

Nazione: Corea del Sud

Formato Film: Lungometraggio

Durata: 156

Lingua: Coreano

Sottotitoli: Italiano, Inglese
Genere: Azione

Formato: 35mm
Produzione: Fox International Production, Showbox
Distribuzione Internazionale: Showbox/Mediaplex

Sezione Festival: Orizzonti Coreani

Anno Festival: 2012

Sinossi: Gu-nam, tassista in una provincia autonoma coreana nel nord della Cina, vive con la spada di damocle di un debito crescente, abbandonato persino dalla moglie, scappata in Corea. Inizia a giocare d’azzardo per recuperare qualche soldo, ma finisce sempre per perdere. Un giorno gli viene offerto di uccidere qualcuno in Corea, per ripagare interamente il debito. Disperato accetta ma, appena arrivato, viene inseguito dalla polizia accusato di un delitto che non ha commesso. Gun-nam capisce di essere stato incastrato, ma con i poliziotti alle calcagna ed inseguito anche da un misterioso killer professionista, sbrogliare la matassa sarà complicato.


Recensione Film: Ormai affezionato alle atmosfere hard-boiled e agli inseguimenti sul filo del rasoio, Na torna sul luogo del delitto, ma lo fa dilatando i tempi e le sensazioni rispetto al suo illustre The Chaser, una caccia tra il gatto ed il topo che non ha la frenesia del suo predecessore, ma che risulta a tratti più riflessiva ed indagatrice di ciò che si muove nell’animo ferito del protagonista. Ma c’è di più. Yellow Sea appartiene ad una nuova categoria di thriller che mettono da parte Il tema della vendetta, tanto caro alla cinematografia coreana degli ultimi anni, che sembra quindi perdere mordente, per cedere il passo alla tematica del loser pronto a tutto pur di riemergere da una situazione di degrado economico e morale per vivere un’esistenza che sia almeno tranquilla.. Sono anti-eroi più reazionari che, sono strattonati nell’azione con veemenza, e non vi ci si buttano volontariamente. Anche Gu-nam infatti è spinto a guadare metaforicamente e realmente questo Mar Giallo che significa riappropriarsi della propria realtà e riprendere in mano le redini della propria misera vita, se pur venendo meno ad ogni principio morale e abbassandosi al più biechi ricatti e alle più efferate azioni.