Titolo Coreano: 야생동물 보호구역

Pronuncia Originale: Ya-saeng-dong-mool Bo-ho-goo-yeok

Titolo Italiano:   Animali Selvaggio

Regista: KIM KI-DUK
Anno:  1997

Nazione: Corea del Sud

Formato Film: Lungometraggio

Durata: 105 min

Colore: Colore

Lingua: Coreano

Sottotitoli: Italiano, Inglese
Genere: Drammatico

Formato: 35mm
Distribuzione Internazionale: Kofic - Korean Film Council

Sezione Festival: Kim Ki-duk Retrospettiva

Anno Festival: 2005

Sinossi:

Un sud coreano, Chung-Hae (Oceano blu) arriva a Parigi per studiare arte e finise invece col diventare un truffatore. Incontra Hong-San (Montagna rossa) che sta cercando di disertare dall’esercito Nord Coreano per arruolarsi nella legione straniera, e nonstante il truffatore sud coreano approfitti della fiducia dell’ingenuo Hong-San e sfrutti le sue doti nelle arti marziali per far soldi, fra i due nasce un’amicizia fraterna. Hong-San si innamora di una giovane ungherese che si esibisce nei peepshow, ma finisce con l’ucciderla a causa di un coinvolgimento Di Chung-Hae con la mafia.


Recensione Film:

Secondo film di Kim Ki-duk, Wild Animals è un’opera minore nella sua nascente filmografia, che segna per il regista il ritorno nella città in cui ha vissuto nel corso del suo soggiorno europeo: Parigi. Fortemente penalizzato dalla mediocrità degli attori francesi, a partire da Richard Bohringer nel ruolo del mafioso chiacchierone, e da una messa in scena statica e povera di idee, Wild Animals riesce a convincere nella descrizione di un’amicizia prima di circostanza, poi sempre più sincera, tra due coreani in esilio. La fascinazione del regista per una sorta di stato di natura che ammira negli esseri rozzi e interi, amplificata da una connotazione latentemente omosessuale, ci regala alcune sequenze di dilemmi morali che non stonerebbero in un film di John Woo. Sequenze che salvano un film dalle ambizioni confuse (metafora politica? Racconto nostalgico d’erranza?), in cui le folgorazioni poetiche del suo visionario regista deludono per la loro mancanza di pertinenza.

Relatore: Yves Gaillard