17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze

WHITE MAN

Titolo Coreano:
백색인
Pronuncia Originale:
Baek-saek-in
Titolo Italiano:
Uomo Bianco
Regista:
Anno:
1993
Durata:
18 minuti
Cast:
Sceneggiatore:
Fotografia:
Musica:
Nazione:
Corea del Sud, Francia, Giappone, USA, Regno Unito
Formato:
Colore:
Colore, Bianco e Nero
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Lingua:
Inglese, Italiano, Coreano, Giapponese, Cinese, Mandarino, Francesce
Sottotitoli:
Italiano, Inglese, Tedesco, Francesce
Genere:
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Distribuzione Internazionale:
Edizione Festival:
Rassegna/Retrospettiva:
Sinossi

Un giorno, mentre va al lavoro, un uomo della middle class trova un dito reciso nel parcheggio sotto casa. Non si chiede a chi il dito appartenga, né che cosa abbia potuto causare l'incidente. Per lui il dito è solo un giocattolo: lo porta con sé al lavoro e lo usa in mille modi. La sera, quando torna a casa, accende la TV e ascolta una trasmissione televisiva di cronaca in cui si racconta di un operaio che ha aggredito il suo capo dopo aver perso un dito in un incidente sul luogo di lavoro. Il giorno successivo, mentre si dirige nuovamente verso il suo ufficio, l'uomo tira fuori il dito dalla tasca dei pantaloni e lo getta per strada, vicino a un cane.

Recensione Film

Il primo cortometraggio di Bong Joon-ho risente, com'è naturale, delle precarie condizioni in cui è stato realizzato. Girato in 16mm grazie all'aiuto degli amici con cui ha fondato il cineclub «The Yellow Door», White Man, pur scontando alcune ingenuità narrative dovute all'inesperienza, contiene già alcune importanti tracce della poetica e dello stile del Bong maturo. Protagonista è un anonimo e straniato uomo appartenente alla classe media, solo e insensibile di fronte a un evento insolito e raccapricciante e dunque personaggio ideale per raccontare l'emersione del mostruoso nel quotidiano. Mescolando la fiction ad alcune (potenti) immagini da documentario (come avviene nella lunga sequenza in cui l'uomo attraversa a piedi il quartiere povero della città) Bong enfatizza attraverso il realismo la distanza tra i diversi mondi in cui è divisa la società coreana, sempre più sfilacciata e incapace di trovare nuovi stimoli etici.