17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze

UNJUST, THE

Titolo Coreano:
부당거래
Pronuncia Originale:
Moo-dang-geo-rae
Titolo Italiano:
L’ingiusto
Regista:
Anno:
2010
Durata:
119 min
Cast:
Hwang Jung-min, Ryoo Seung Bum, Yoo Hae-jin
Sceneggiatore:
Fotografia:
Musica:
Nazione:
Corea del Sud, Francia, Giappone, USA, Regno Unito
Formato:
Colore:
Colore, Bianco e Nero
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Lingua:
Inglese, Italiano, Coreano, Giapponese, Cinese, Mandarino, Francesce
Sottotitoli:
Italiano, Inglese, Tedesco, Francesce
Genere:
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Distribuzione Internazionale:
Edizione Festival:
Rassegna/Retrospettiva:
Sinossi

La polizia non riesce a risolvere cinque casi di stupro e omicidio nei confronti di altrettante alunne delle scuole elementari. Choi Cheol-gi, brillante detective che ha appena svelato la corruzione dell'immobiliarista Kim Yang-su, viene improvvisamente privato del caso e Kim, grazie alle sue conoscenze, viene rilasciato. Choi viene assegnato agli omicidi seriali con la promessa che, se riuscirà a risolverli, verrà promosso. Aiutato dal rivale di Kim, Choi decide di concentrarsi su uno strano autista di scuolabus. Ma a quel punto le cose si complicano...

Recensione Film

Scritto dal celebre sceneggiatore Park Hoon-jeong (I Saw the Devil), il settimo film di Ryoo Seung-wan, pur presentando molti degli elementi classici del thriller, ha la sua forza nella feroce critica sociale che emerge grazie all'impietoso ritratto di un piccolo mondo popolato da personaggi privi di un'autentica personalità. Protagonisti di una realtà corrotta, dove nulla è per quello che appare, essi si muovono in un doppio gioco continuo, e in un'inchiesta (quella che cerca di incastrare un assassino seriale) utilizzata da Ryoo come espediente narrativo per svelare la maschera d'ipocrisia che cela i veri i rapporti tra questi uomini. E' per questo che il film è un thriller in forma di dramma sociale e si presenta come una matura variante rispetto alle precedenti prove del regista coreano, che non disdegna, nella cupezza della vicenda, di illuminarla con passaggi ironici e grotteschi, di cui fa sfoggio un inarrivabile Ryoo Seung-beom, seducente e sfrontato come non mai.