17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze

FACE READER, THE

Titolo Coreano:
관상
Pronuncia Originale:
Gwan-sang
Titolo Italiano:
Il Fisiognomista
Regista:
Anno:
2013
Durata:
139 min
Nazione:
corea del sud
Formato:
dcp
Tipologia:
Colore:
colore
Lingua:
coreano
Sottotitoli:
Italiano, Inglese
Genere:
,
Produzione:
Distribuzione Internazionale:
Interpreti:
Baek Yoon-sik, Kim Hye-soo, Lee Jung-jae, Song Kang-ho
Sceneggiatore:
Musiche:
Direttore alla Fotografia:
Edizione Festival:
Rassegna/Retrospettiva:
Sinossi

Nae-kyeong è il più grande lettore di volti di tutto l’impero Joseon. Vive con suo figlio, Jin-hyeong, e suo cognato, Paeng-heon, in montagna. Dopo l’incontro l'affascinante cortigiana Yeon-hong si trasferisce a Hanyang per leggere i volti nella casa di appuntamenti. La fama di Nae-kyeong si sparge in fretta tanto da farlo diventare un consigliere speciale della corte. Attraverso questo incarico scoprirà il losco piano del principe Su-yang per ascendere al trono.

Recensione Film

Il cattivo perfetto: crudele, col volto segnato da cicatrici, sadico, vizioso, corrotto ma comunque affascinante. Lee Jung-jae è il principe Sooyang, colui che nel bel mezzo di un film che sembrava essere una fastosa ricostruzione storica con l’andamento robusto ma allegro di un libretto d’opera ne cambia completamente il tono donandogli, con la sua entrata in scena, un indirizzo cupo e gotico da classico di cappa e spada. Neutralizzare la sua influenza diviene la missione degli altri personaggi che capiscono però di essere in presenza di una figura troppo imponente da sovrastare. Antitetico al protagonista del film, Nae-Kyung(Song Kang-Ho) l’uomo capace di leggere i volti degli altri, Lee Jung-jae dona alla figura del principe Sooyang una complessità shakespeariana sia nelle intenzioni sia nell’esercitare una dialettica imperiosa e seducente per tramare alle spalle del giovane sovrano. “The Face Reader”, epico film del 2013 diretto da Han Jae-eim è l’esempio perfetto di una grande dote che caratterizza molto cinema d’autore coreano, ovvero l’abilità di far convivere all’interno della stessa pellicola registri differenti tra cui passare con tale fluidità e naturalezza da rendere quasi impossibile per lo spettatore capire come e quando ciò avviene.