17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze

STOKER

Titolo Coreano:
스토커
Pronuncia Originale:
Stoke
Titolo Italiano:
Stoker
Regista:
Anno:
2013
Durata:
99 min
Cast:
Matthew Goode, Mia Wasikowska, Nicole Kidman
Sceneggiatore:
Fotografia:
Musica:
Nazione:
Corea del Sud, Francia, Giappone, USA, Regno Unito
Formato:
Colore:
Colore, Bianco e Nero
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Lingua:
Inglese, Italiano, Coreano, Giapponese, Cinese, Mandarino, Francesce
Sottotitoli:
Italiano, Inglese, Tedesco, Francesce
Genere:
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Distribuzione Internazionale:
Edizione Festival:
Rassegna/Retrospettiva:
Sinossi

Il giorno del suo compleanno, India Stoker perde il padre. Rimane pertanto a tu per tu con sua madre Evie, donna instabile e fragile e con la quale non ha mai instaurato un vero rapporto. Il giorno del funerale del padre, compare Charlie che si scopre essere il fratello del defunto. La presenza del neo-zio, turba India proprio perché le era del tutto sconosciuta la sua esistenza. Fra India, Charlie e Evie inizia allora un insolito triangolo, ma… in Stoker tutto è dubbio e doppio.

Recensione Film

“Stoker” è il primo film hollywoodiano di Park che si trova a contatto con un mondo produttivo in larga parte differente rispetto a quello coreano. Tuttavia il regista da prova di trovarsi a suo agio e non delude le aspettative. Sul piano formale inizia una tendenza al manierismo in cui la perfezione formale investe ogni elemento della messinscena, dalle scenografie alle musiche (Philip Glass) alla fotografia fino al montaggio. L’opera si differenzia dai film precedenti grazie a uno spiccato gusto per il dettaglio che prima non c’era, nascosto da un realismo più diretto, immediato, crudo. In più salta agli occhi uno spiccato cromatismo che tende verso un effetto di irrealtà. Si colgono facilmente anche riferimenti a classici come L’Ombra del dubbio di Hitchcock grazie a un continuo gioco di specchi e di sguardi. All’equilibrio formale del film contribuisce anche la prova dell’attrice protagonista Mia Wasikowska: maliziosa, solitaria, ingenua, tragica e ambigua come non mai. Meno sanguinolento degli altri film, “Stoker” conserva comunque il gusto per l’esibizione della violenza e per i trucchi che il cinema permette di utilizzare per rappresentarla.