Titolo Coreano: 꽃피는 봄이 오면

Pronuncia Originale: Ggotpineun bomi omyeon

Titolo Italiano:   Tempo di Primavera

Regista: RYU JANG-HA
Anno:  2004
Cast: Choi Min-sik, Jang Shin-young, Kim Ho-jeong, Kim Kang-wo, Lee Min-a
Sceneggiatore: Ryu Jang-ha, Yu Jae-geun
Fotografia: Lee Mo-gae
Musica: Jo Seong-woo

Nazione: Corea del Sud

Formato Film: Lungometraggio

Durata: 128 min

Colore: Colore

Lingua: Coreano

Sottotitoli: Italiano, Inglese
Genere: Drammatico

Formato: 35mm
Produzione: SIZ Entertainment Co. Ltd
Distribuzione Internazionale: Chungeorahm Film Corp

Sezione Festival: Choi Min-Sik Retrospettiva

Anno Festival: 2014

Sinossi:

Al trombettista Hyun-woo sembra che la fortuna abbia definitivamente voltato le spalle : il suo sogno di suonare in un’orchestra sembra svanire per sempre, la sua fidanzata tronca con lui e per di più è al verde. Come fare a venir fuori da una situazione del genere? A permettergli di riscattarsi sarà il suo nuovo impiego come insegnante di musica in una scuola media di un piccolo villaggio. Con i suoi alunni, Hyun-woo si rimette in gioco e nonostante mezzi precari e conoscenze mediocri, intraprende una sfida che dona nuovo senso alla sua vita…


Recensione Film:

Film d’esordio per Ryu Jang-ha, “Springtime” mette in scena Choi Min-sik nel ruolo di un perdente totale che, a quarant’anni suonati, non sembra ancora capace di prendere in mano la propria vita. Musicista, non fa altro che sopravvivere, inanellando piccoli lavoretti senza avvenire. Divorziato, si rende conto di amare ancora la sua ex moglie nel momento in cui lei è sul punto di risposarsi. Sua madre non perde occasione per criticarlo. Decide di ricominciare, accettando un impiego da insegnante di musica in una scuola di provincia, con dei ragazzini che vengono da famiglie povere… Lo schema del film è classico: lasciare la città per la piccola provincia sperduta. E lì sentirsi poco a poco investiti da una missione, ciò che lo aiuterà a risalire la china. La narrazione del regista evita il sensazionalismo, procede per piccoli tocchi, magnificamente servita da Choi Min-sik. Si avanza, poco a poco, al ritmo dei suoi stati d’animo, quelli di un uomo a pezzi, che piano piano deve rimettere insieme i cocci della sua anima. Premiato al Tokyo film festival.

Relatore: Giovanni Bogani