17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze

SPRINGTIME

Titolo Coreano:
꽃피는 봄이 오면
Pronuncia Originale:
Ggotpineun bomi omyeon
Titolo Italiano:
Tempo di Primavera
Regista:
Anno:
2004
Durata:
128 min
Cast:
Choi Min-sik, Jang Shin-young, Kim Ho-jeong, Kim Kang-wo, Lee Min-a
Sceneggiatore:
,
Fotografia:
Musica:
Nazione:
Corea del Sud, Francia, Giappone, USA, Regno Unito
Formato:
Colore:
Colore, Bianco e Nero
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Lingua:
Inglese, Italiano, Coreano, Giapponese, Cinese, Mandarino, Francesce
Sottotitoli:
Italiano, Inglese, Tedesco, Francesce
Genere:
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Distribuzione Internazionale:
Edizione Festival:
Rassegna/Retrospettiva:
Sinossi

Al trombettista Hyun-woo sembra che la fortuna abbia definitivamente voltato le spalle : il suo sogno di suonare in un’orchestra sembra svanire per sempre, la sua fidanzata tronca con lui e per di più è al verde. Come fare a venir fuori da una situazione del genere? A permettergli di riscattarsi sarà il suo nuovo impiego come insegnante di musica in una scuola media di un piccolo villaggio. Con i suoi alunni, Hyun-woo si rimette in gioco e nonostante mezzi precari e conoscenze mediocri, intraprende una sfida che dona nuovo senso alla sua vita…

Recensione Film

Film d’esordio per Ryu Jang-ha, “Springtime” mette in scena Choi Min-sik nel ruolo di un perdente totale che, a quarant’anni suonati, non sembra ancora capace di prendere in mano la propria vita. Musicista, non fa altro che sopravvivere, inanellando piccoli lavoretti senza avvenire. Divorziato, si rende conto di amare ancora la sua ex moglie nel momento in cui lei è sul punto di risposarsi. Sua madre non perde occasione per criticarlo. Decide di ricominciare, accettando un impiego da insegnante di musica in una scuola di provincia, con dei ragazzini che vengono da famiglie povere… Lo schema del film è classico: lasciare la città per la piccola provincia sperduta. E lì sentirsi poco a poco investiti da una missione, ciò che lo aiuterà a risalire la china. La narrazione del regista evita il sensazionalismo, procede per piccoli tocchi, magnificamente servita da Choi Min-sik. Si avanza, poco a poco, al ritmo dei suoi stati d’animo, quelli di un uomo a pezzi, che piano piano deve rimettere insieme i cocci della sua anima. Premiato al Tokyo film festival.