17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze

ROMANCE JOE

Titolo Coreano:
로맨스 조
Pronuncia Originale:
Romaenseu Jo
Titolo Italiano:
Romance Joe
Regista:
Anno:
2011
Durata:
115'
Cast:
Sceneggiatore:
Fotografia:
Musica:
Nazione:
Corea del Sud, Francia, Giappone, USA, Regno Unito
Formato:
Colore:
Colore, Bianco e Nero
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Lingua:
Inglese, Italiano, Coreano, Giapponese, Cinese, Mandarino, Francesce
Sottotitoli:
Italiano, Inglese, Tedesco, Francesce
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Distribuzione Internazionale:
Edizione Festival:
Rassegna/Retrospettiva:
Sinossi

Quando la famosa attrice Woo Ju-hyeon si suicida, Romance Joe, assistente alla regia in uno dei suoi film, si licenzia e si ritira a vivere in campagna. Anch’egli sull’orlo del suicidio incontra una cameriera che gli ricorda del suo primo amore. Cho-hee. Lee, famoso regista arriva in paese per scrivere una nuova sceneggiatura. Inizia a parlare con la cameriera che racconta di quell’unico grande amore di Romance Joe. Lee decide quindi di scrivere la sceneggiatura attorno alla sotoria di Romance Joe, ma le sue buone intenzione non vanno a buon fine.

Recensione Film

Concepito e come un gioco di scatole cinesi, una matrioska dalle molte bamboline, Romance Joe appare come la trasposizione cinematografica di un percorso onirico, un sogno catartico che metabolizza e sana il seme della depressione e la propensione a mettere fine alla vita in modo tragico. I livelli si sovrappongono, si mischiano, si rincorrono con maestria e grazia, creando una danza di situazioni, ricordi, riflessioni che trascendono dal solo protagonista, ma si estendono sulle molte figure emblematiche, donne e bimbi su tutte, che si cedono vicendevolmente il passo in questa storia complessa e destrutturata.
Ed è anche una riflessione sul cinema, su come la messa in scena possa ridurre tutto, compresi i sentimenti più profondi, a sterili sceneggiature, e sulla crisi d’identità di un regista di fronte alla morte. In questo si avverte un velato rimando all’esperienza tragica del maestro Kim Ki-duk. Si sente però soprattutto l’influenza di Hong Sang-soo, mentore di Lee, in questa pellicola sospesa, senza grandi svolte, meditativa e votata alla suggestione, più che alla azione, proprio come un’opera di Hong.