Titolo Coreano: 그때 그사람들

Pronuncia Originale: Geuttaegeusaramdeul

Titolo Italiano:   Gli Uomini di Quei Tempi

Regista: IM SANG-SOO
Anno:  2005
Cast: Baek Yoon-sik, Cho Eun-ji, Chung Won-joong, Han Seok-kyu, Jo Sang-gun, Kim Yoon-ah, Kwon Byung-gil, Song Jae-ho
Sceneggiatore: IM SANG-SOO
Produttore: Shim Jae-myung, Shin Chul
Fotografia: Kim Woo-hyung
Luci: Go Nak-seon
Montaggio: Lee Eun-su
Musica: Kim Hong-jib
Direttore Artistico: Lee Min-bok
Costumi: Kim Do-hui
Make Up: Jo Hyeon-suk
Audio: Kim Suk-won
Effetti Speciali: Lee Hee-kyoung
Arti Marziali: Kim Min-soo

Nazione: Corea del Sud

Formato Film: Lungometraggio

Durata: 102 min.

Lingua: Coreano, Giapponese

Sottotitoli: Italiano, Inglese
Genere: Drammatico, Mistero, Storico

Formato: 35mm
Produzione: MK Pictures Inc.
Distribuzione Internazionale: MK Pictures Inc.

Sezione Festival: Im Sang-soo Retrospetttiva

Anno Festival: 2007

Sinossi:

Im Sang-soo reimmagina gli eventi della notte che cambiò la storia della Corea del Sud, quando, il 26 ottobre 1979, il Presidente Park Chung-hee fu assassinato dal direttore della KCIA, l’agenzia dei servizi segreti coreani. Salito al potere diciotto anni prima con un colpo di stato militare che chiudeva una brevissima stagione democratica – durata a malapena un anno –, il Generale Park era stato confermato alla Presidenza per tre elezioni consecutive che gli avevano permesso d’arrogarsi poteri dittatoriali. Figura controversa che impose con pugno di ferro lo sviluppo industriale della Corea negli Anni Settanta, Park viene dipinto da Im come vecchio satiro fascista, amante dell’alcol, delle belle donne e degli “enka”, canzoni tradizionali giapponesi, sullo sfondo della cronaca minuziosa, tesa e caustica dei preparativi dell’ultima cena del Presidente, dell’attentato di un manipolo di uomini che contavano d’imporre una svolta alla storia del paese e dei suoi postumi convulsi e violenti.


Recensione Film:

La presentazione di “The President’s Last Bang” di Im Sang-soo al Korea Film Festival, ad un solo anno di distanza dalla sua prima fiorentina del 2006, acquisisce un significato del tutto rinnovato. Non solo in quanto inclusa in una retrospettiva che mette in prospettiva autoriale uno dei film più coraggiosi e politici mai realizzati in Corea del Sud, ma soprattutto perché il film si vedrà in una versione differente, quella integrale, finalmente ‘liberata’ da una tardiva sentenza della Corte d’appello di Seoul (sfortunatamente tardiva perché oramai il film ha vissuto la sua carriera commerciale in patria e nel circuito festivaliero internazionale, nonché conosciuto l’edizione in DVD nella versione censurata originalmente approvata dai giudici coreani). In questa prima, che segue quella mondiale all’undicesimo Festival Internazionale di Pusan, il pubblico fiorentino potrà scoprire l’impatto concettuale ed emotivo delle sequenze documentarie poste ad inizio ed a fine film che i giudici richiesero di espungere per timore che troppo confondessero i confini tra finzione e realtà. Si tratta rispettivamente d’immagini di proteste studentesche e di riprese del funerale di Park Chung-hee che restituiscono integrità a questa portentosa opera di Im. Un appuntamento imperdibile con un’opera fondamentale, non soltanto per la sua intrinseca rilevanza storica e l’ardente controversia che l’ha segnata.“The President’s Last Bang” è infatti una riuscita di cinema assoluta che vanta un magistrale controllo sui mezzi espressivi che si traduce in una concertazione perfetta tra scrittura, messa in immagini e interpretazione. Se lo spettatore italiano potrà sentirsi un po’ sperduto nelle fasi introduttive, allorché una corte di personaggi storici certo poco familiari viene introdotta, il senso di frastornamento sarà dovuto pure al ritmo a tambur battente che Im sferza sin dalle prime battute; i suoi piani sequenza laterali e dall’alto non solo fendono e rompono lo spazio di luoghi conchiusi (e segreti: prigioni di tortura, i quartieri privati della KCIA), ma servono pure a mettere a nudo i retroscena del vissuto storico.


Trailer: