Titolo Coreano: 극락도 살인사건

Pronuncia Originale: Geuk-rak-do Sal-in-sa-geon

Titolo Italiano:   Il Paradiso Ucciso

Regista: KIM HAN-MIN
Anno:  2006
Cast: An Nae-sang, Choi Joo-bong, Kim In-moon, Park Sol-mi, Park Won-sang, Sung Ji-ru, Yoo Hye-jeong
Sceneggiatore: Kim Han-min
Fotografia: Kim Yong-heung
Luci: Lee Joo-saeng
Montaggio: Sin Min-gyeong
Musica: Bang Jun-suk
Direttore Artistico: Kim Joon
Materiale di scena: Kim Jeong-gon
Costumi: Choe Yun-seon
Make Up: Park Seon-jee
Audio: Seo Yeong-jun
Effetti Speciali: Kim Dong-won
Arti Marziali: Lee Eung-jun

Nazione: Corea del Sud

Formato Film: Lungometraggio

Durata: 112 minuti

Lingua: Coreano

Sottotitoli: Italiano, Inglese
Genere: Drammatico

Formato: 35mm
Produzione: Choi Do-yeong, Doo Entertainment
Distribuzione Internazionale: FineCut Co. Ltd.

Sezione Festival: K-Thriller

Anno Festival: 2011

Sinossi:

Paradise Island, è per la sua esigua popolazione di sole 17 persone,una vera “isola felice”, almeno fino a quando un misterioso omicidio e la sparizione di uno dei suoi abitanti non getta nello sconforto e nell’inquietudine l’intera comunità. Il corpo dell’uomo, inizialmente ritenuto colpevole del delitto, viene ritrovato mutilato, e l’ombra del sospetto si stende su tutta la collettività, e, a turno, su ognuno dei suoi componenti, dal medico alla maestra, dal sindaco al vecchio del villaggio. Psicosi, allucinazioni, suicidi e assassinii, ma a tutto c’è una spiegazione…


Recensione Film:

Opera prima di Kim Han-min, che si confermerà in seguito regista di buon livello con il lungometraggio Handphone, Paradise Murdered rappresenta un’eccellente prova d’esordio facilmente inseribile in quel filone di film, particolarmente nutrito nella cinematografia coreana, dove la contrapposizione dialettica fra scienza e natura, fra inarrestabile sviluppo e tradizione, invece di trovare un ragionevole termine di mediazione, porta rapidamente a una crisi inevitabile. Accostamenti impropri a precedenti illustri e un po’ ingombranti come Memories Of Murder di Bong Joon-ho hanno spesso portato a sottovalutare un film che, attraverso un’ottima fotografia, una splendida ambientazione e un’eccezionale prova corale da parte degli attori, svolge egregiamente il suo compito d’intrattenimento; Kim Han-min riesce inoltre a renderne ancora più gradevole la visione, inserendo, in un’atmosfera che, col procedere della storia, si fa progressivamente sempre più cupa ed inquietante, episodi d’intelligente e spontaneo umorismo.

Relatore: Gabriella Cerbai

Trailer: