Titolo Coreano: 통증

Pronuncia Originale: Tong-jeung

Titolo Italiano:   Dolore

Regista: KWAK KYUNG-TAEK
Anno:  2011
Sceneggiatore: Kang Pool
Fotografia: Hwang Ki-seok
Musica: Kim Jun-seong

Nazione: Corea del Sud

Formato Film: Lungometraggio

Durata: 104'

Colore: Colore

Lingua: Coreano

Sottotitoli: Italiano, Inglese
Genere: Drammatico

Formato: 35mm
Produzione: Chukje Film
Distribuzione Internazionale: Lotte Entertainment

Sezione Festival: Orizzonti Coreani

Anno Festival: 2012

Sinossi:

Dopo aver perso la sua famiglia quando era solo un ragazzo, Nam-soon non riesce più a provare dolore, ne’ quello fisico, ne’ quello emotivo, è come anestetizzato davanti ad ogni tipo d’emozione. Quando incontra Dong-hyun, una ragazza malata di emofilia, che contrariamente a Nam-soon soffre e sanguina per la più piccola ferita, qualcosa in lui cambia. I due diventano sempre più vicini, e Nam-soon inizia progressivamente ad abbandonare la corazza d’insensibilità che lo ha protetto durante tutta la sua vita, e ad abbandonarsi nuovamente alle emozioni, anche e soprattutto quelle più dolorose.


Recensione Film:

Pain è inseribile in un filone molto praticato dal cinema coreano contemporaneo, una sorta di melodramma romantico moderno con una dinamica precostituita, sorretto da punti fissi attorno ai quali gravitano le storie più disparate di uomini e donne dalle esistenze ferite. Ne è un altro esempio Always, pellicola di Song Il-gon che ha aperto questa edizione del Festival. Kwak maneggia il clichè romantico senza rimanerne sopraffatto, condendolo con una sana ironia che introduce al melodramma in modo progressivo, senza calcare la mano sulle tragedie umane e personali, ma lasciando che queste si insinuino e disegnino la psicologia dei personaggi senza predominare. Nam-soon è un incassatore, lo è di professione, picchiato, mai picchiatore, e questa sua caratteristica assume carattere grottesco e tragicomico fin dall’inizio. La sua patologica analgesia è qui e là fonte di piccoli episodi surreali, trattata inizialmente come un vantaggio, sprigiona, ma solo gradualmente, tutto il dolore che, paradossalmente, la genera. Ma a dispetto del romanticismo d’antologia non c’è risoluzione per queste due vittime di un mal manifestato dolore, non c’è equilibrio tra i due, e non c’è bilanciamento, chiusura di un cerchio, compensazione.

Relatore: Gabriella Cerbai

Trailer: