17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze

MONTAGE

Titolo Coreano:
몽타주
Pronuncia Originale:
Mong-ta-ju
Titolo Italiano:
Frammenti
Regista:
Anno:
2013
Durata:
120 min
Cast:
Kim Sang-hyeong, Song Yeong-chang, Uhm Jung-hwa
Sceneggiatore:
Fotografia:
Musica:
Nazione:
Corea del Sud, Francia, Giappone, USA, Regno Unito
Formato:
Colore:
Colore, Bianco e Nero
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Lingua:
Inglese, Italiano, Coreano, Giapponese, Cinese, Mandarino, Francesce
Sottotitoli:
Italiano, Inglese, Tedesco, Francesce
Genere:
,
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Distribuzione Internazionale:
Edizione Festival:
Rassegna/Retrospettiva:
Sinossi

Sono passati quindici anni da quando una bambina è stata rapita e probabilmente uccisa. Cinque giorni prima che il caso cada in prescrizione, qualcuno lascia un fiore sulla scena del delitto. Pochi giorni dopo, un’altra bambina viene rapita, con le stesse modalità del caso irrisolto. Tre persone cercano disperatamente di risolvere il caso prima che sia tardi: il nonno che ha visto sparire, poche ore prima, la nipotina davanti ai suoi occhi, la madre che insegue chi ha rapito sua figlia quindici anni prima, e il detective, che si vota in in toto all’indagine.

Recensione Film

Lo sceneggiatore e regista Jung Geun-seop è al suo debutto con “Montage”, uno dei film più attesi in Corea nel 2013, grazie anche alla presenza – come protagonista – dell’attrice Uhm Jung Hwa. Il film è uscito con discreto successo al box office, facendo staccare due milioni di biglietti. Uhm Jung Hwa interpreta una madre che vive il peggiore degli incubi possibili, quando la sua bambina viene rapita, e il colpevole mai rintracciato… Ma un giorno, qualcuno depone un fiore bianco sulla scena del delitto: un luogo conosciuto soltanto da lei, dall’investigatore e dal criminale.
Il plot non è originalissimo. Ma lo è il modo di trattarlo da parte del regista, che lavora sulla suspense, sul dramma emotivo, più che sull’azione pura. La storia è raccontata con intelligenza e costruita con cura, con il regista che dispone con criterio i suoi flashback e fa scintillare le rivelazioni al momento giusto. I personaggi dei tre protagonisti sono ben scritti e credibili. Lo spettatore si trova a stringere un legame emotivo, a provare simpatia per loro: e in un film che non divampa di violenza, trova molte occasioni per emozionarsi. Molto brava Uhm Jung Hwa, che sa tagliare l’anima anche senza lacrime inutili, e senza eccessi di melodramma.
L’approccio del regista è, dunque, molto “umano”. fin dall’inizio c’è tensione palpabile, vera nell’aria: e questa tensione non ci abbandona mai. Non ci sono scene adrenaliniche o survoltate: il terrore nasce proprio nei momenti di calma, quando il pubblico non ha idea di che cosa possa accadere dopo. Jung Geun-seop sembra genuinamente coinvolto dal tema che affronta. Il film ha anche fatto parte della campagna di raccolta fondi per la prevenzione dei rapimenti dei bambini in Corea.