17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze

LEAFIE, A HEN INTO THE WILD

Titolo Coreano:
마당을 나온 암탉
Pronuncia Originale:
Madangeul Naon Amtak
Titolo Italiano:
Leafie, una gallina in libertà
Regista:
Anno:
2011
Durata:
93'
Cast:
Sceneggiatore:
,
Fotografia:
Musica:
Nazione:
Corea del Sud, Francia, Giappone, USA, Regno Unito
Formato:
Colore:
Colore, Bianco e Nero
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Lingua:
Inglese, Italiano, Coreano, Giapponese, Cinese, Mandarino, Francesce
Sottotitoli:
Italiano, Inglese, Tedesco, Francesce
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Distribuzione Internazionale:
,
Edizione Festival:
Rassegna/Retrospettiva:
Sinossi

Leafie, gallina in fuga, riesce a scappare dal pollaio per essere finalmente libera. Attaccata da una donnola, viene salvata da un'anatra, che insieme con la sua compagna muore tra le grinfie della donnola, lasciando però dietro di se’ un uovo da covare che Leafie adotta. Quando questo si schiude, l’anatroccolo riconosce in Leafie sua madre, almeno fino a quando, ormai diventato grande, inizia a rendersi conto che il suo aspetto e quello della madre sono molto diversi.

Recensione Film

Leafie, a Hen into the wild, è una piccola storia di formazione, dedicata ad un pubblico di piccini, ma con una morale, come spesso accade nel cinema d’animazione, tutta da adulti. Rievoca favole entrate nella memoria e nella tradizione collettiva come quella del Brutto Anatroccolo e si rifà ad un’animazione meno complessa ed elaborata di quella statunitense, questo tenero e profondo cartone animato del regista Oh Seong-yoon, un disegno più immediato e naive, per venire incontro alle esigenze e al gusto dei più piccoli.
I temi in ballo sono atavici, ma sempre attuali e soprattutto universali: il razzismo, la diffidenza nei confronti del diverso, il senso di esclusione che ne deriva, e la conseguente difficoltà di integrarsi in un contesto che per definizione è duro e spietato. E’ la legge della jungla si direbbe, ma come Oh vuole insegnarci, anche del pollaio, e, ça va sans dire, del crudele e sempre più selettivo mondo degli umani. L’entusiasmo, la caparbietà, l’incapacità di comprendere fino in fondo le sovrastrutture che portano a questi atteggiamenti esclusivi, e quindi una visione aperta e libera anche qui, come nella migliore delle favole paga, e garantisce quel lieto fine e quel ritorno al senso di giustizia che almeno nelle favole e nei cartoni animati è ancora fortunatamente garantito.