Titolo Coreano: 왕의 남자

Pronuncia Originale: Wang-eui Nam-ja

Titolo Italiano:   l’Uomo del Re

Regista: LEE JOON-IK
Anno:  2005
Cast: Jang Hang-sun, Jeong Seok-yong, Jung Jin-young, Karm Woo-sung, Lee Jun-ki, Lee Seung-hoon, Yoo Hae-jin, Yoon Joo-sang
Sceneggiatore: Choi Seok-hwan
Produttore: Jeong Jin-wan, Lee Joon-ik
Assistente al Direttore: An Tae-jin
Fotografia: Ji Kil-woong
Luci: Han Gi-eop
Musica: Lee Byung-woo
Direttore Artistico: Kang Seung-yong
Costumi: Sim Hyeon-seop
Make Up: Gang Dae-yeong
Audio: Choi Tea-young
Effetti Speciali: Hong Jang-pyo
Arti Marziali: O Se-young

Nazione: Corea del Sud

Formato Film: Lungometraggio

Durata: 119 min

Colore: Colore

Lingua: Coreano

Sottotitoli: Inglese
Genere: Dramma Storico, Drammatico

Formato: 35mm
Produzione: Cineworld Entertainment.
Distribuzione Internazionale: CJ Entertainment Inc., Cinema Service Co. Ltd.

Sezione Festival: Opening Film Festival

Anno Festival: 2007

Sinossi:

Corea,inizio del Sedicesimo Secolo.Jang-saeng e Gong-gil sono artisti di strada che si esibiscono in una compagnia specializzata in un reper-torio scollacciato.Nei suoi numeri Gong-gil interpreta ruoli femminili e il capocompagnia approfitta del suo fascino efebico per vendernei servigi a nobili mecenati.Stanco dell’offensiva prostituzione cui è sottoposto Gong-gil,Jang-saeng si ribella,sottraendolo alle grinfie di unvecchio satiro.Durante la fuga,per salvare Jang-saeng Gong-gil uccide il capocompagnia.I due s’instradano quindi verso la capitale,Hanyang(nome di Seoul all’epoca).Qui si uniscono al terzetto di buffoni capeggiato da Yuk-gap.Udendo le voci poco lusinghiere sulla condotta dire Yon-san,Jang-saeng concepisce uno spettacolo salace che irride la relazione del sovrano con la disinibita concubina Nok-su.La satiraviene scoperto dal ministro Cheo-seon che fa arrestare i giullari.L’unica chance di salvarsi da morte sicura è riuscire a far ridere il re inpersona.


Recensione Film:

Uscito in Corea a dicembre 2005,The King and the Clown (ma il titolo originale Wang-ui Namja,l’uomo del re,meglio esplicita le tinteomoerotiche) ha totalizzato oltre dodici milioni di spettatori,sopravanzando il primato di Taegukgi (2004) nel box office coreano di tuttii tempi.Un trionfo che definire inatteso è solo eufemistico:privo di star di prim’ordine,The King and the Clown infatti non solo è una pel-licola drammatica d’ambientazione storica,genere di per sé difficilmente considerato adatto a generare un blockbuster,ma si concentra,seppur con discrezione e senza alcuna presentazione grafica,su una tela di relazioni,quella tra Jang-saeng,Gong-gil e il sovrano Yon-san,dichiaro stampo omoerotico.Nel paese più machista e omofobico d’Asia orientale,il fenomeno King and the Clown ha innescato ferventidibattiti:pare che a determinarne l’exploit siano state soprattutto quelle adolescenti che s’appassionano di fumetti che raccontano rela-zioni proibite tra maschi e sognano un modello virile meno rude e macho di quelli sin qui iconizzati dai blockbuster coreani.Un nuovomodello impersonato dalla rivelazione del film,Lee Joon-ki,che s’è visto propulso al rango di superstar grazie all’eccellente performancenel ruolo di Gong-gil,valsagli il Grand Bell Award come miglior attore non protagonista.Venduto internazionalmente come un Addio Mia Concubina coreano,The King and the Clown non vanta l’estetica ricercata della Palmad’Oro di Chen Kaige,ma ha dalla sua una scrittura corposa capace d’evidenziare la complessità psicologica delle relazioni che s’intreccia-no tra i personaggi.Grazie ad essa,persino al lunatico re Yon-san viene restituità una dimensione umana che ne affonda le intemperanzein traumi d’infanzia.Di sicura presa poi i divertenti spettacoli dei teatranti,con una menzione particolare per la messa in scena commis-sionata dal sovrano che,tra costumi d’opera pechinese e lanterne rosse,smaschera impuniti intrighi di corte,come in Amleto.


Trailer: