Titolo Coreano: 공동경비구역

Pronuncia Originale: Gongdong gyeongbi guyeok

Titolo Italiano:   Area di Sicurezza Condivisa

Regista: PARK CHAN-WOOK
Anno:  2000
Cast: Lee Byung-Hun, Shin Ha-kyun, Song Kang-ho
Sceneggiatore: Jeong Seong-San, Kim Hyeon-Seok
Fotografia: Kim Sung-Bok
Musica: Cho Young-wook

Nazione: Corea del Sud

Formato Film: Lungometraggio

Durata: 110 min

Colore: Colore

Lingua: Coreano

Sottotitoli: Italiano, Inglese
Genere: Drammatico, Storico

Formato: DCP
Produzione: Myung Film
Distribuzione Internazionale: 9ers

Sezione Festival: Omaggio a Park Chan Wook

Anno Festival: 2017

Sinossi:

Joint Security Area: una zona nella quale, ogni Corea, attende la fine dell’altra. Una riga di cemento divide i due stati: le guardie vi trascorrono anni, senza mai interagire, se non per premere il grilletto quando sopraggiunge la tensione. Sophie E. Jean è chiamata per indagare su uno di questi episodi che vede implicato un soldato del Sud che, introdottosi nella zona Nord, uccide un ufficiale e un soldato nemico. Per trovare la verità bisognerà quindi andare oltre i “confini”.


Recensione Film:

Presentato in vari festival internazionali, “Joint Security Area” è il film che fa scoprire al mondo il talento di Park. Si tratta di una delle pellicole più costose della storia coreana, ma che ripaga, con tanto d’interessi, diventando un film campioni d’incassi. JSA ha una struttura tripartita, come ricorda lo stesso titolo: Joint-Security-Area. Area: introduce l’inchiesta fino al suicidio di uno dei sospettati; Security: la parte che occupa più spazio all’interno della pellicola, contraddistinta da un lungo flashback sul passato dei protagonisti; Joint: si raggiunge la verità, concludendo l’indagine. La pellicola è un giallo e non è un caso che il titolo inizi con “Joint” (che corrisponde alla terza parte del film): ogni indagine, del resto, parte da un delitto. Lo stile ancora acerbo e non ancora del tutto affinato, è molto avvincente, in particolare nella parte investigativa, ma il vero cuore del film è in “Security”, la parte più complessa, originale e riflessiva, talmente differente dalle altre due da farne quasi un film a parte, in cui con si scoprono sogni, desideri, paure, aspettative dei personaggi. Con il suo tocco attento ai dettagli, Park ci conduce dentro l’anima dei protagonisti, con quel rispetto che gli consente di non parteggiare mai per nessuna delle due fazioni in campo. Il film, al contrario, ridefinisce: nazioni, persone, sentimenti, Io e confini.


Trailer: