Titolo Coreano: 아이엔지

Pronuncia Originale: ai-en-ji

Titolo Italiano:   ndo

Regista: LEE EON-HEE
Anno:  2003
Cast: Choi Duk-mun, Jang Hui-su, Kim Jee-young, Kim Rae-won, Lee Mi-sook, Lee Seong-gyeong, Lee Yoo-jeong, Yun Chan
Sceneggiatore: Kim Hyeong-joo, Yoo Dong-sik
Assistente al Direttore: Kim Mi-seon
Fotografia: Kim Byeong-seo
Luci: Go Nak-seon
Montaggio: Lee Hyun-mee
Musica: Bang Jun-suk
Direttore Artistico: Lee Jong-pill
Materiale di scena: No Sang-eok
Costumi: Kim Seo-hyeon
Make Up: Son Sam-ju
Audio: Park Jun-o
Effetti Speciali: Kim Uk

Nazione: Corea del Sud

Formato Film: Lungometraggio

Durata: 102

Colore: Colore

Lingua: Coreano

Sottotitoli: Italiano, Inglese
Genere: Drammatico, Romantico

Formato: 35mm
Produzione: Dreammax Corp.
Distribuzione Internazionale: Studio 2.0

Sezione Festival: Women Film Directors - Rassegna

Anno Festival: 2009

Sinossi: Min-a è una liceale piuttosto schiva che indossa sempre uno strano guanto. Purtroppo, è affetta dalla nascita da una malattia incurabile che l’ha portata a passare gran parte della sua infanzia in corsie d’ospedale. Ora, la sua vita potrebbe spegnersi da un giorno all’altro. Eppure Min-a continua a sognare: vorrebbe visitare l’Europa e andare a teatro per vedere un balletto. La madre vedova, Mi-sook, le offre un conforto costante, grazie alla sua franchezza e al suo anticonformismo. Quando il fotografo Young-jae si trasferisce al piano di sotto, Min-a scopre anche l’amore.


Recensione Film: Costruito attorno ad un doppio inganno a fin di bene, …ing è un dramma pudico e rispettoso che commuove senza facili furbizie. La regista Lee Eon-hee, qui al suo esordio nel lungometraggio, ha scelto un soggetto assai difficile e l’ha trattato con grande misura e in maniera anticonvenzionale. Cosa c’è, infatti, di più rischioso e potenzialmente stucchevole del racconto degli ultimi giorni nella vita di un’adolescente che sa di dover morire da un giorno all’altro e che, improvvisamente, conosce l’innamoramento per la prima volta nella sua vita? ..ing vince però la sua ardua scommessa grazie al tono lieve che Lee adotta, soprattutto nella riuscita caratterizzazione dei rapporti di Min-a con la madre e con Young-jae. I personaggi di Mi-sook e Young-jae offrono di fatto un efficace contraltare al dramma di Min-a; alleviano il peso della sua condizione non solo alla protagonista, ma anche allo spettatore che si ritrova piacevolmente a dimenticarla a fronte dell’intimità di una relazione amicale tra madre e figlia davvero insolita nel cinema coreano e della tenera e sognante goffaggine dell’incongruo Romeo Young-jae. Le lacrime scorreranno, certo, alla fine, ma ..ing rimane più un film su degli istanti di felicità vissuta momento per momento (anche nella consapevolezza dell’artificio dietro questa stessa felicità), piuttosto che sull’impossibilità di un futuro. Come in fondo suggerisce il titolo che, facendo riferimento al presente progressivo dell’inglese, inscrive il film nella dimensione dell’attimo da cogliere e vivere appieno.


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