17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze

IF YOU WERE ME 5

Titolo Coreano:
시선 너머
Pronuncia Originale:
Siseon Neomeo
Titolo Italiano:
Se tu fossi me 5
Anno:
2010
Durata:
109'
Cast:
Nazione:
Corea del Sud, Francia, Giappone, USA, Regno Unito
Formato:
Colore:
Colore, Bianco e Nero
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Lingua:
Inglese, Italiano, Coreano, Giapponese, Cinese, Mandarino, Francesce
Sottotitoli:
Italiano, Inglese, Tedesco, Francesce
Genere:
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Distribuzione Internazionale:
Edizione Festival:
Rassegna/Retrospettiva:
Sinossi

Two Teeth- Una ragazzina, proveniente da una famiglia di esuli nord-coreani, rompe accidentalmente due denti ad un suo compagno di scuola. Nel venire a capo della faccenda la madre del malcapitato si scontrerà contro i suoi stessi pregiudizi e sentimenti razzisti.
Nima- Nima è una clandestina originaria della Mongolia. Tra mille soprusi ed angherie inizia a lavorare illegalmente come cameriera in un grande albergo. La sua vita si muove come un’ombra tra le esistenze regolari degli ospiti dell’albergo, e tra ingiustizie viste e subite.
Banana Shake- Un gruppo di lavoratori di una ditta di traslochi sta eseguendo un servizio in una torrida giornata d’estate. Uno di loro adocchia il portagioie della proprietaria, ma quando questo sparisce i dubbi di tutti ricadono su un loro collega mulatto.
Q&A- Una giovane impiegata subisce una violenza sessuale dal suo capo nonché il pregiudizio e l’arroganza di chi dovrebbe tutelarla e difenderla.
Her Story Taking- Una giovane donna viene ricoverata per una minaccia d’aborto. Il marito e la madre, al suo capezzale, perdono di vista la borsa di lei, piena di tutti i loro averi, e questa scompare. Ne’ il personale dell’ospedale, ne’ tanto meno le telecamere di sicurezza, solitamente così invasive, vogliono o possono aiutarli nella ricerca del colpevole.

Recensione Film

If You Were me 5 è il rinnovo di un impegno che il cinema coreano ha con le tematiche sociali e la propaganda del rispetto dei diritti umani. Il racconto nei cinque episodi, come nella tradizione della saga, è asciutto, intenso, privo di sovrastrutture melodrammatiche. La difficoltà nel coesistere, l’incapacità umana nel creare una realtà armonica solidale e pacifica basta di per se’, mostrata viva, cruda e feroce dinnanzi allo sguardo ferito dello spettatore. Ogni storia racconta di uno spiraglio alla fine del buio tunnel della discriminazione e dell’ignoranza, un segnale che arriva soprattutto da chi è emarginato (Two Teeth, Banana Shake), ma anche da una mano tesa, da un pensiero illuminato (Nima). If you were me 5 rivela cinque aspetti diversi della frustrazione del vivere in condivisione con il prossimo, cinque situazioni che passano dal più becero ed ingiustificato razzismo, alll’ijnsofferenza, la freddezza e la speculazione che la modernità comporta (Her story Talking, Q&A). L’impossibilità del vivere o dell’essere compresi è quindi non esclusivista o settaria, ma è una malattia trasversale dell’umanità, patologia difficilmente debellabile, perché muta trovando sempre nuove forme e contaminazioni oltre che nuovi pregiudizi a cui attecchire.