Titolo Coreano: 얼굴없는 미녀

Pronuncia Originale: Ulgool Upnun Minyeo

Titolo Italiano:   Ipnotizzato

Regista: KIM IN-SHIK
Anno:  2004
Cast: Kim Hye-soo, Kim Tae-woo, Yun Chan
Sceneggiatore: Kim In-sik
Produttore: Jeong Hoon-tak
Fotografia: Kim Woo-hyung
Luci: Lim Jae-young
Montaggio: Lee Eun-su
Musica: Jang Min-seung
Direttore Artistico: Yun Ju-hun
Materiale di scena: Yun Il-rang
Costumi: Jo Sang-gyeong
Make Up: Song Jong-hui

Nazione: Corea del Sud

Formato Film: Lungometraggio

Durata: 104'

Colore: Colore

Lingua: Coreano

Sottotitoli: Italiano, Inglese
Genere: Erotico

Formato: 35mm
Produzione: Korean Motion Picture Promotion Corporation
Distribuzione Internazionale: CJ Entertainment

Sezione Festival: K-Eros

Anno Festival: 2013

Sinossi:

Jin-Su è una scrittrice fallita dal passato oscuro. Affetta da un disturbo borderline della personalità, la donna tenta il suicidio dopo aver scoperto che il marito la tradisce. Lui la rinchiude in una clinica psichiatrica, dove incontra Seok-won, un dottore che cerca di guarirla, senza però riuscirci. Jin-Su lascia l’istituto, ma i due si rincontrano per caso un anno dopo. L’uomo e la donna iniziano a conoscersi meglio e durante i loro incontri, Seok-won usa la tecnica dell’ipnosi per fare sesso con lei, autoilludendosi di poter vivere con Jin-Su una relazione passionale. Pian piano, però, anche Seok-won viene assalito da ossessioni, paure, rimorsi e strane visioni.


Recensione Film: Melodramma dalle tinte forti, visionario, ossessivo, lussureggiante e provocatorio, Hypnotized è un film in cui i temi della vendetta, della valenza morale delle proprie azioni e del senso di colpa trovano sul piano narrativo una cornice appropriata che va molto oltre l’eros. Nel film di Kim In-shik il sesso è solo il tramite attraverso cui i personaggi sperimentano l’impossibilità di vivere con autenticità i sentimenti e le relazioni umane, affidando alle alterazioni della mente il senso del vissuto (ben rese da uno spiccato uso delle ellissi e del montaggio discontinuo). E’ per questo che il film è pieno di invenzioni visive: oggetti che si muovono in uno spazio surreale, alterazioni della percezione, sovrapposizioni tra le immagini. La mente umana, ci suggerisce il film, può davvero creare un percorso parallelo di vita, ma il risvolto tragico è che può anche portare alla follia, all’autodistruzione, perfino alla morte.


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