Titolo Coreano: 즐거운 인생

Pronuncia Originale: Jeulgu woon Insaeng

Titolo Italiano:   Vita felice

Regista: LEE JOON-IK
Anno:  2007
Sceneggiatore: Choi Seok-hwan
Fotografia: Kim Yong-cheol

Nazione: Corea del Sud

Formato Film: Lungometraggio

Durata: 112'

Colore: Colore

Lingua: Coreano

Sottotitoli: Italiano, Inglese
Genere: Commedia

Formato: 35mm
Produzione: CJ Entertainment
Distribuzione Internazionale: CJ Entertainment

Sezione Festival: K-Comedy

Anno Festival: 2012

Sinossi:

Sang-woo, leader della rock band universitaria Volcano muore. I suoi ex compagni di band si ritrovano quindi per dargli l’estremo saluto. La triste circostanza si rivela un’opportunità per ritrovarsi. il bassista Seong-wook vive barcamenandosi tra due lavori. Il batterista Hyeok-su è un padre single che cerca di sbarcare il lunario come venditore d’auto. Il chitarrista disoccupato Gi-yeong sogna di rimettere insieme la band, diventando il nuovo frontman, ma i suoi propositi trovano resistenze tra i suoin ex compagni. Gi-yeong però non si arrende e persevera nel suo sogno, organizzando una vera e propria reunion evento, alla quale gli altri non potranno dire di no.


Recensione Film:

Dopo il grande successo di Radio Star, ormai contagiato dalla commedia a tema musicale, che sperimenterà poi ancora con Sunny, Lee Joon-ik sforna questa pellicola dall’impronta maschile e dalle tematiche sociali. La crisi di mezz’età, la crisi lavorativa, la crisi di coppia, la crisi interiore, sempre latente e qui innescata dalla morte di un amico, sono solo la base, il terreno fertile per i tre protagonisti per pensare ad una svolta ed attuarla ritornando a pensare a se’. Lee imbastisce un racconto in cui donne e figli non sono fonte di gioia ed incoraggiamento, ma muro di incomunicabilità contro cui si sgretalano i sogni e, al contempo, anche lo sprone per valicare il muro stesso. Gli uomini di Lee sono insoddisfatti tardo-adolescenti che mettono da parte il ruolo istituzionale in cui sono imbrigliati e gli sforzi da cui non traggono nulla, neanche una forma di gratificazione o riconoscenza, per tornare a riprendere in mano le redini della giovinezza. Le loro vite, interrotte e cristallizzate dalle incombenze degli uomini adulti, ripartono da lì dove si erano fermate, riportandoli agli scanzonati 20 anni. Una cura, un balsamo per imparare a meglio vivere quest’esistenza di incombenze, e non ad abbandonarla in modo incosciente, oltre che un esempio, di riflesso, per le proprie compagne ed i propri figli.