17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze

GOOD RAIN KNOWS, A

Titolo Coreano:
호우시절
Pronuncia Originale:
Ho-woo-si-jeol
Titolo Italiano:
La Stagione della Pioggia Propizia
Regista:
Anno:
2009
Durata:
100 Minuti
Cast:
Gao Yuan Yuan, Kim Sang-ho, Lee Bong-hwa, Lee Seo-yeong
Sceneggiatore:
Fotografia:
Musica:
Nazione:
Corea del Sud, Francia, Giappone, USA, Regno Unito
Formato:
Colore:
Colore, Bianco e Nero
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Lingua:
Inglese, Italiano, Coreano, Giapponese, Cinese, Mandarino, Francesce
Sottotitoli:
Italiano, Inglese, Tedesco, Francesce
Genere:
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Distribuzione Internazionale:
Edizione Festival:
Rassegna/Retrospettiva:
Sinossi

Dong-ha è un coreano di circa trent’anni. Per conto della propria azienda di costruzioni si reca in Cina, in una città che è stata colpita da un violento terremoto. Qui incontra per caso May, una vecchia compagna di studi conosciuta qualche anno prima negli USA, che lavora come guida turistica. In passato i due avevano taciuto una profonda, reciproca passione e si erano allontanati prima di dichiararsi l’uno all’altra. Ora cercano di riallacciare quel legame affettivo che il tempo forse non è ancora riuscito a cancellare del tutto. May, tuttavia, nasconde un doloroso segreto.

Recensione Film

Con A Good Rain Knows Hur Jin-ho tenta un rinnovamento del proprio stile: è il primo film ambientato fuori dalla Corea, è recitato in gran parte in inglese e ha uno sfondo totalmente metropolitano. Tuttavia, nonostante questi significativi cambiamenti, la struttura drammatica del film è simile a quella delle opere precedenti. Al centro della storia c’è di nuovo un percorso di scoperta sentimentale, sul quale però stavolta pesa in maniera determinante la presenza di un doppio passato: quello di una storia d’amore incompiuta e quello di un grave lutto. May è un personaggio dalle molteplici caratteristiche: se all’inizio il suo comportamento di donna inafferrabile e misteriosa può apparire parte di un gioco seduttivo, con il procedere del film affiora in lei un vissuto ben più traumatico. Il ritmo del racconto, che registra puntualmente tale percorso di incompiutezza, si concentra quasi tutto sui dialoghi tra i due amanti, ambientati in luoghi (l’aeroporto, il parco, il ristorante, la camera d’albergo) anonimi e stranianti.