17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze

GO GO 70S

Titolo Coreano:
고고70
Pronuncia Originale:
Gogo Chilship
Titolo Italiano:
Go Go 70
Regista:
Anno:
2008
Durata:
118 minuti
Cast:
Hong Seok-bin, Jo Deok-jae, Lee Seong-min, Min Bok-gi, Shin Min-a, Son Gyeong-ho, Yu Chang-suk
Sceneggiatore:
,
Fotografia:
Musica:
Nazione:
Corea del Sud, Francia, Giappone, USA, Regno Unito
Formato:
Colore:
Colore, Bianco e Nero
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Lingua:
Inglese, Italiano, Coreano, Giapponese, Cinese, Mandarino, Francesce
Sottotitoli:
Italiano, Inglese, Tedesco, Francesce
Genere:
,
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Distribuzione Internazionale:
Edizione Festival:
Rassegna/Retrospettiva:
Sinossi

Corea, 1970. Durante gli anni del governo autocratico di Park Chung-hee, due giovani coreani, Sang-kyu e Man-sik, suonano nei locali di una città dove sono basati le forze statunitensi. La loro band, i Devils, si distingue per il talento con cui diffondono lo stile e la musica rock. Il gruppo raccoglie numerosi fan e si esibisce con successo in spettacoli sempre più coinvolgenti. Ma la repressione politica e militare porta alla morte di uno dei membri e si adopera per costringere gli altri al silenzio.

Recensione Film

E’ un’affresco a tutto tondo quello di Choi-ho sui roventi anni Settanta. L’esilarante corsa verso il successo trascina i giovani Devils nell’empireo delle star, eleggendoli tra i portavoce del sound d’oltreoceano. Tra i miti ascendenti della pop-culture e il trionfo universale del rock ’n roll, sei giovani artisti conquistano le folle con un look trasgressivo e rivoluzionario. La stessa vita fuori dal palco, fatta di manager e di sentimenti, non è che il pallido preludio alle performance scatenate del club Nirvana. Quando il sogno sembra prender corpo, in un vortice d’adrenalina, l’inasprirsi del regime segna un brusco ritorno alla realtà. Oppressione e censura si abbattono sull’arte con una rigida mannaia di uniformità incolore. L’iniziativa individuale è scoraggiata ed addomesticata, qualsiasi originalità espressiva punita in modo esemplare. Ma è proprio a questo punto che la musica cessa di essere pura evasione per trasformarsi in uno strumento di difesa estrema della libertà. Dopo il poliziesco Bloody Tie, presentato al Korea Film Fest nel 2007, Choi-ho riflette su un periodo particolarmente controverso della storia coreana, segnato dall’acceso contrasto tra fervore culturale e ottusità politica.