Titolo Coreano: 처녀들의 저녁식사

Pronuncia Originale: Cheonyeodeul-ui jeonyeogsigsa

Titolo Italiano:   La Cena delle Vergini

Anno:  1998
Cast: Jin Hee-kyung, Jo Sang-gun, Kang Soo-yeon, Kim Eung-soo, Kim Gyeong-ik, Kim Yeo-jin, Nam Myeong-ryeol, Sul kyoung-gu
Sceneggiatore: IM SANG-SOO
Assistente al Direttore: Kim Gwang-jung
Fotografia: Alex Hong
Luci: Kim Kye-jung
Montaggio: Kyung Min-ho
Musica: Mun Jun-ho
Direttore Artistico: Oh Jai-won
Costumi: Park Jeong-won
Make Up: Lee Gyeong-ja
Audio: Oh Won-chol


Genere: Drammatico
Produzione: Uno Films Co. Ltd
Distribuzione Internazionale: Sidus FNH

Sezione Festival: Im Sang-soo Retrospetttiva

Anno Festival: 2007

Sinossi: Tre giovani donne coreane che condividono un appartamento vivono il rapporto con gli uomini e il sesso in maniera assai divaricata. Ho-jeong è un’architetto di successo e una mangiauomini che non teme di dichiarare la sua ossessione per il sesso.Yeon è una cameriera che punta alla relazione monogama; il fidanzato Young-jak pratica molto sesso con lei (tanto da procurarle qualche disturbo renale), ma non è pronto per il matrimonio. Soon, infine, è una ricercatrice universitaria ancora vergine, che segue con trasporto le avventure delle amiche. Una serie d’eventi scuote l’equilibrio nel terzetto di donne. Mentre si sta depilando il pube,Yeon inciampa e si rompe un braccio; costretta a casa per un paio di mesi, carezza l’idea d’incontrare un altro uomo. Ho-jeong viene invece denunciata per adulterio dalla moglie di uno dei suoi amanti; dopo una breve detenzione, contempla la possibilità dell’esilio in Francia. Nel frattempo, Soon dichiara di voler restare incinta e allevare un figlio da sola.


Recensione Film: L’opera d’esordio di Im Sang-soo rientra eminentemente tra i film che alla fine degli anni Novanta hanno rilanciato la popolarità del cinema coreano presso il pubblico locale, aprendo la strada ad un rinnovamento generazionale che ha ridisegnato i connotati di un’industria al tempo agonizzante. Consapevolmente provocatorio sin dal titolo, che in originale gioca maliziosamente tra l’assonanza tre i due termini “cheonyeo” e “jeonyeok”, rispettivamente ‘vergine’ e ‘cena’, “Girls’ Night Out” risulta in primo luogo dirompente nel contesto del cinema coreano, per il semplice fatto che Im abbia puntato la sua macchina da presa su un terzetto tutto al femminile; il genere del film di donne permane ancor oggi una vera rarità in un panorama mainstream sin qui dominato da esaltazioni consensuali di un machismo quasi superomistico, che relega inevitabilmente il femminile al ruolo di adombrato coprimario. Tanto più che, poi, Im Sang-soo si concentra su una resa franca e senza troppi patemi verbali o visivi dell’approccio femminile alla sessualità. Vero è che il terzetto delle protagoniste presenta una determinazione dei ruoli schematica (Ho-jung la mangiauomini, Yeon la monogama, Soon la vergine), ma si tratta forse del contrappasso che Im paga come mediazione a quanto d’inusitato si ritrova in una produzione che si vuole comunque commerciale. Del resto il successo quanto la riuscita del film si devono imputare soprattutto ai dialoghi spigliati e impudichi, ai quali pare che le interpreti abbiano fornito preziosi input, che non solo presentano un punto di vista femminile in materie quali la vita di relazione, l’orgasmo, la masturbazione e il sesso degli uomini, ma soprattutto infrangono fragorosamente lo stereotipo ideale della donna coreana come novella “Chunhyang”, contegnosa, schiva e riservata, possibilmente pure casta. La messa in scena vibrante di Im, un po’ scomposta, fa le prove generali per le più mature orchestrazioni formali a venire e ben serve lo spirito sfacciatamente anticonformista del film. Nel cast, encomiabile, lo spettatore potrà riconoscere la premiatissima Kang Soo-yeon di “Ssibaj”i e “Aje Aje Bara Aje” di Im Kwon-taek nel ruolo di Ho-jung e in quello di Yong-jak il Jo Jae-hyeon di “Bad Guy” e “Address Unknown” di Kim Ki-duk.