17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze

FOUL KING, THE

Titolo Coreano:
반칙왕
Pronuncia Originale:
Ban-chik-hwang
Titolo Italiano:
Il cattivo re
Regista:
Anno:
2000
Durata:
112'
Cast:
Song Kang-ho
Sceneggiatore:
,
Fotografia:
Musica:
Nazione:
Corea del Sud, Francia, Giappone, USA, Regno Unito
Formato:
Colore:
Colore, Bianco e Nero
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Lingua:
Inglese, Italiano, Coreano, Giapponese, Cinese, Mandarino, Francesce
Sottotitoli:
Italiano, Inglese, Tedesco, Francesce
Genere:
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Distribuzione Internazionale:
Edizione Festival:
Rassegna/Retrospettiva:
Sinossi

Dae-ho è un goffo e solitario impiegato di banca, ignorato dalla donna che segretamente ama e quotidianamente vessato dal proprio direttore, che lo umilia spesso e volentieri con mosse da wrestling davanti ai colleghi. Ma l'occasione per sfogare le proprie frustrazioni, per sfuggire alla realtà quotidiana e per ritrovare fiducia in se stesso non tarda a presentarsi: una palestra cerca aspiranti lottatori per tornei di wrestling. Inizia così per Dae-ho una doppia vita: di giorno continua a essere l'impiegato imbranato e sottomesso, ma di notte si trasforma in «The Foul King», lottatore mascherato che fa ricorso alle peggiori scorrettezze pur di battere l'avversario.

Recensione Film

La competitività massacrante della società coreana; la frustrazione dell'uomo medio incapace di reggerne i frenetici ritmi; l'ineluttabile predestinazione al fallimento per tutti coloro che non sono capaci di integrarsi: il versatile regista Kim Jee-Woon mette in scena le infelicità della middle class coreana, non rinunciando né agli accenti lievi e grotteschi della commedia, né alle acrobazie e al climax dei wrestlers-movies, né ai toni del sentimentalismo più romantico. L'umorismo demenziale che percorre il film non scade mai nella volgarità, ma diventa la “maschera” sotto cui si nasconde la più cupa disperazione. In un film così costruito il ruolo del protagonista sembra essere stato ritagliato apposta per le indiscusse qualità di Song Kang-ho (qui diretto per la seconda volta da Kim), abilissimo nel tratteggiare con discrezione e originalità il personaggio di un perdente comico e sottilmente malinconico, rivelando inoltre un'insospettata e sorprendente agilità nelle scene di lotta, che egli esegue sempre in prima persona.