17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze

FIVE SENSES OF EROS

Titolo Coreano:
오감도
Pronuncia Originale:
Ogamdo
Titolo Italiano:
I cinque sensi dell'eros
Anno:
2009
Durata:
130'
Cast:
Cha Hyun-jung, Jang Hyuk, Kim Kang-woo, Kim Su-ro
Musica:
Nazione:
Corea del Sud, Francia, Giappone, USA, Regno Unito
Formato:
Colore:
Colore, Bianco e Nero
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Lingua:
Inglese, Italiano, Coreano, Giapponese, Cinese, Mandarino, Francesce
Sottotitoli:
Italiano, Inglese, Tedesco, Francesce
Genere:
,
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Distribuzione Internazionale:
Edizione Festival:
Rassegna/Retrospettiva:
Sinossi

Cinque sensi, cinque storie diverse, ma tutte incentrate sull'intreccio tra amore ed eros: nel primo (“His Concern”) si racconta una storia d'amore nata per caso, un giorno, su un treno; nel secondo (“I'm Here”) un uomo aspetta ogni notte il ritorno della propria amata moglie nel loro appartamento; nel terzo (“The 33rd Man”) due attrici dal temperamento assai diverso si odiano e si amano sul set di un film horror; nel quarto (“My End Is My Beginning”) una moglie e un'amante dividono il ricordo di un uomo tragicamente scomparso; nell'ultimo (“Believe in the Moment”) alcuni liceali poco convinti delle loro relazioni amorose decidono di cambiare partners per un giorno.

Recensione Film

I cinque sensi (tatto, olfatto, gusto, vista, udito) declinati al cinema da cinque registi diversissimi tra loro, ma tutti diplomati presso la prestigiosa Korean Academy of Film Arts. Amore, sesso e desiderio secondo un ventaglio di generi che ne restituiscono tutta la complessità: “Five Senses of Eros” è un film collettivo che pesca a piene mani dai mondi poetici di chi l'ha composto, spaziando dalla commedia sentimentale all'horror, dal melodramma al teen-movie. Spicca sugli altri, il sublime episodio diretto da Hur Jin-ho, (“I'm Here”), toccante ritratto di un amore commovente e contrastato, in cui il dolore – fisico e mentale - per l'assenza della propria amata pervade il luogo vissuto, ma viene alleviato dalla presenza degli oggetti da lei posseduti. Un modo per conservare, vivo, il ricordo, in ogni istante e per sempre. Forse, sembra suggerire il regista coreano, il vero “senso” dell'amore è tutto qui.