Titolo Coreano: 오감도

Pronuncia Originale: Ogamdo

Titolo Italiano:   I cinque sensi dell'eros

Regista: DANIEL H. BYUN, HUR JIN-HO, MIN KYU-DONG, OH KI-HWAN, YU YOUNG-SIK
Anno:  2009
Cast: Cha Hyun-jung, Jang Hyuk, Kim Kang-woo, Kim Su-ro
Sceneggiatore: Daniel H. Byun, Hur Jin-ho, Min Kyu-dong, Yu Yeong-sik
Fotografia: Go Nak-soon, Kim Byung-seu, Kim Ju-young
Luci: Kang Sung-hoon, No Seung-gil, Sin Gyeong-man
Montaggio: Choi Jae-geun, Ham Sung-won, Seong Su-a
Musica: Park Ji-woong
Direttore Artistico: Kim Jun
Materiale di scena: Jeon Seong-ho
Costumi: Ryu Gyeong-suk
Make Up: Han Hye-suk, Park Seong-suk
Effetti Speciali: Hong Jang-pyo

Nazione: Corea del Sud

Formato Film: Lungometraggio

Durata: 130'

Colore: Colore

Lingua: Coreano

Sottotitoli: Italiano, Inglese
Genere: Erotico, Romantico

Formato: 35mm
Produzione: Showbox
Distribuzione Internazionale: Showbox

Sezione Festival: K-Eros

Anno Festival: 2013

Sinossi:

Cinque sensi, cinque storie diverse, ma tutte incentrate sull’intreccio tra amore ed eros: nel primo (“His Concern”) si racconta una storia d’amore nata per caso, un giorno, su un treno; nel secondo (“I’m Here”) un uomo aspetta ogni notte il ritorno della propria amata moglie nel loro appartamento; nel terzo (“The 33rd Man”) due attrici dal temperamento assai diverso si odiano e si amano sul set di un film horror; nel quarto (“My End Is My Beginning”) una moglie e un’amante dividono il ricordo di un uomo tragicamente scomparso; nell’ultimo (“Believe in the Moment”) alcuni liceali poco convinti delle loro relazioni amorose decidono di cambiare partners per un giorno.


Recensione Film:

I cinque sensi (tatto, olfatto, gusto, vista, udito) declinati al cinema da cinque registi diversissimi tra loro, ma tutti diplomati presso la prestigiosa Korean Academy of Film Arts. Amore, sesso e desiderio secondo un ventaglio di generi che ne restituiscono tutta la complessità: “Five Senses of Eros” è un film collettivo che pesca a piene mani dai mondi poetici di chi l’ha composto, spaziando dalla commedia sentimentale all’horror, dal melodramma al teen-movie. Spicca sugli altri, il sublime episodio diretto da Hur Jin-ho, (“I’m Here”), toccante ritratto di un amore commovente e contrastato, in cui il dolore – fisico e mentale – per l’assenza della propria amata pervade il luogo vissuto, ma viene alleviato dalla presenza degli oggetti da lei posseduti. Un modo per conservare, vivo, il ricordo, in ogni istante e per sempre. Forse, sembra suggerire il regista coreano, il vero “senso” dell’amore è tutto qui.


Trailer: