Titolo Coreano: 축제

Pronuncia Originale: Chugje

Titolo Italiano:   Chugje

Regista: IM KWON-TAEK
Anno:  1996
Cast: Ahn Sung Ki, An Byung-kyung, Han Eun-jin, Kim Kyung-ae, Lee Geum-ju, Lee Hae-ryong, Lee Oel, Lee Ye-min, Nam Jung-hee, Oh Jeong-hae, Park Seoung-tae
Sceneggiatore: Lee Tae-won
Fotografia: Park Seung-bae
Luci: Kim Kang-il
Montaggio: Park Soon-duk
Musica: Kim Soo-chul
Direttore Artistico: Kim Yu-jun
Costumi: Gwon Yu-jin
Make Up: Hong Dong-eun, Lee Dong-chun, Lee Ju-yeong
Audio: Kim Kyeong-il, Yang Dae-ho
Effetti Speciali: Kang Jong-ik, Lee Gwang-il, Mun Byeong-yong

Nazione: Corea del Sud

Formato Film: Lungometraggio

Durata: 108 min.

Colore: Colore

Lingua: Coreano

Sottotitoli: Italiano, Inglese

Formato: 35mm
Produzione: Taeheung Pictures
Distribuzione Internazionale: Taeheung Pictures

Sezione Festival: Im Kwon-taek Retrospettiva

Anno Festival: 2007

Sinossi:

Il popolare scrittore Lee Joon-sup riceve la notizia della morte della madre ultraottantenne. Si reca quindi al villaggio natale per ottemperare ai suoi doveri di figlio maggiore e celebrare il rituale funerario. La cerimonia riunisce la numerosa e dispersa famiglia di Joon-sup, che egli ha reso famosa attraverso i suoi libri autobiografici. Piccoli e grandi conflitti sopiti s’esacerbano sotto gli occhi di una reporter che s’è infiltrata tra i familiari. Una commedia drammatica che permette a Im di documentare minuziosamente i rituali del funerale tradizionale coreano.


Recensione Film:

Festival è il raro caso nella produzione recente di Im Kwon-taek di una pellicola in cui i toni lievi della commedia prevalgono. Si tratta nondimeno di un’opera assai personale che Im ha dedicato alla madre per la quale non potè assolvere appieno ai suoi doveri di figlio nel celebrare il rituale funerario tradizionale. Quale migliore modo di farsi perdonare quindi per il cineasta se non di inscenare un’opera cinematografica incentrata sul rito del funerale coreano tradizionale? All’interno del progetto di preservazione della cultura coreana intrapreso da Im attraverso il suo cinema Festival è in tal senso un’opera esemplare, di grandissimo valore etnografico, giacché documenta con tanto di didascalie esplicative i vari passi del rito. Al contempo, l’omaggio alla figura materna e ai legami familiari si articola pure attraverso una struttura narrativa assai singolare: Im infatti affianca alla presentazione delle inevitabili frizioni e successive riappacificazioni comportate da qualsivoglia riunione familiare una parallela illustrazione di una delle opere dello scrittore Joon-sup. Si tratta di un adattamento all’insegna dell’artificio marcato, con fondali da studio e un’onnipresente voce off che racconta della relazione tra la nipotina Un-ji e la madre di Joon-sup: man mano che la bimba cresce, la nonna si fa più piccola e regredisce mentalmente; pian piano la vecchina dona la sua energia vitale, la sua statura, la sua saggezza alla bambina che cresce. L’opera letteraria inserita nell’opera cinematografica presenta una potente forma di ‘riparazione’ da parte di Joon-sup: in essa, infatti, il figlio accudisce alla madre che vive in casa con lui e la moglie, circostanza non corrispondente al reale. Anche in questo caso si ravvisa una messa in abisso dell’esperienza personale di Im, ulteriore tassello di un’opera forse tra le più sentite dell’autore.


Trailer: