17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze

DACHIMAWA LEE

Titolo Coreano:
다찌마와 리 - 악인이여 지옥행 급행열차를 타라!
Pronuncia Originale:
Da-jji-ma-wa Li - Ak-in-i-yeo Ji-ok-haeng Geub-haeng-yeol-cha-leul Ta-ra
Titolo Italiano:
Dachimawa lee
Regista:
Anno:
2008
Durata:
99 min
Cast:
Gong Hyo-jin, Im Won-hee, Park Si-yeon
Sceneggiatore:
,
Fotografia:
Musica:
Nazione:
Corea del Sud, Francia, Giappone, USA, Regno Unito
Formato:
Colore:
Colore, Bianco e Nero
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Lingua:
Inglese, Italiano, Coreano, Giapponese, Cinese, Mandarino, Francesce
Sottotitoli:
Italiano, Inglese, Tedesco, Francesce
Genere:
,
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Distribuzione Internazionale:
Edizione Festival:
Rassegna/Retrospettiva:
Sinossi

Durante l'occupazione giapponese il tesoro nazionale coreano, il Buddha d'Oro, viene rubato. La statua, di fondamentale importanza per la sicurezza nazionale, contiene informazioni vitali sui partigiani. Una volta finita nelle mani dei giapponesi, la lista potrebbe danneggiare non solo il paese, ma la sicurezza di tutti i cittadini. Il governo coreano affida alla leggendaria spia Dachimawa Lee il compito di recuperare la statua e di svelare l'oscuro complotto che si cela dietro al furto. A peggiorare la situazione, la compagna dell'agente viene uccisa durante una missione nel territorio nemico.

Recensione Film

Nato da un precedente mediometraggio dallo stesso titolo, realizzato nel 2000 (e distribuito su internet), il film è un dichiarato tributo al hwalgeuka (tipologia di spy-movie molto in voga nella Corea degli anni '70, sia al cinema che in televisione), in forma di commedia che parodizza ogni aspetto del genere al quale pretende di appartenere. Come in molti film di Ryoo l'euforia per la citazione cinefila (Dachimawa Lee è anche il termine con cui i registi degli anni '70 indicavano il genere) si mescola al gusto per le gag e le scene comiche, con le sequenze d'azione che rivelano il loro carattere artificioso, creando un effetto volutamente straniante. A volerlo paragonare a un film occidentale, verrebbe da pensare a Austin Powers, per l'uso creativo e molto pop della satira. Curioso, infine, sentire i personaggi che parlano quattro lingue diverse (coreano, cinese, giapponese, inglese).