Titolo Coreano: 짝패

Pronuncia Originale: Jjak-pae

Titolo Italiano:   La città della violenza

Anno:  2006
Cast: Jung Doo Hong, Lee Bum Soo
Sceneggiatore: Lee Won-jae, Ryoo Seung Wan
Fotografia: Kim Young Chul

Nazione: Corea del Sud

Formato Film: Lungometraggio

Durata: 92 min

Colore: Colore

Lingua: Coreano

Sottotitoli: Italiano, Inglese
Genere: Azione, Drammatico

Formato: DCP
Distribuzione Internazionale: CJ Entertainment

Sezione Festival: Ryoo Seung-wan Retrospettiva

Anno Festival: 2016

Sinossi:

Tae-su è un detective di Seoul. Dopo essere venuto a conoscenza della morte del suo vecchio amico Wang-jae, ritorna nel suo paese natale, Onseong. Non vi ha fatto ritorno per molto tempo e adesso nel villaggio c’è molta eccitazione perché è stato nominato distretto turistico speciale. Al funerale di Wang-jae, Tae-su ritrova i suoi migliori amici del liceo, Suk-hwan e Pil-ho. Dopo quasi dieci anni Tae-su, durante il funerale, osserva attentamente una foto che ritrae Wang-jae e inizia a insospettirsi sulla morte del suo caro amico. Anche Suk-hwan, che è stato aiutato da Wang-jae, sospetta che la sua morte non sia stata un incidente e inizia a investigare. Un giorno Tae-su viene aggredito da un gruppo di giovani gangster per strada e Suk-whan lo aiuta. I due amici decidono di collaborare per risolvere il mistero…


Recensione Film:

Jackie Chan e Park Chan-wook: è a quelli che considera i suoi numi tutelari che Ryoo guarda nel realizzare quello che ancora oggi è forse il suo film più celebre. Ed è facile capire perché, visto che siamo di fronte a un’ora e mezza di vigorosa, mirabolante, concitata, iperbolica violenza, in cui il regista coreano porta al meglio la sua capacità di orchestrare le scene d’azione più spettacolari, adrenaliniche e ricche d’inventiva regalateci dall’intero cinema coreano dell’ultimo ventennio. E’ l’eterna lotta tra buoni e cattivi quella che coinvolge questi funambolici personaggi, ma di tale scontro quello che sembra interessare a Ryoo è la sua accezione puramente cinematografica, quella per certi versi più catartica e rigenerante. Anche se, sia ben chiaro, sotto la superficie svolazzante scorre comunque un’idea ben precisa sulla società coreana, visto che il film è pieno di volgari nuovi arricchiti, speculatori, gente di malaffare. Il tutto ammantato, naturalmente, nella consueta, spiccata ironia.


Trailer: