17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze
17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze

BRING ME HOME

Proiezioni:
Cinema La Compagnia - 26 Marzo 2020 - 20:30
Titolo Coreano:
나를 찾아줘
Pronuncia Originale:
Na-reul Cha-ja-jwoe
Titolo Italiano:
Portami a casa
Regista:
Anno:
2019
Durata:
108
Cast:
Lee Young-ae, Park Hae-joon, Yoo Jae-myung
Sceneggiatore:
Fotografia:
Musica:
Nazione:
corea del sud
Formato:
Colore:
colore
Formato:
dcp
Lingua:
coreano
Sottotitoli:
Italiano, Inglese
Genere:
Formato:
dcp
Distribuzione Internazionale:
Edizione Festival:
Sezione Festival:
Film di Chiusura
Rassegna/Retrospettiva:
Sinossi

Jung-yeon è una mamma il cui figlio, un bambino con un ritardo mentale, è scomparso da ormai molti anni. Lei e suo marito non hanno mai smesso di cercarlo, collaborando attivamente con associazioni di genitori nella loro stessa situazione. Quando ormai sembrano non esserci più speranze Jung-yeon riceve una chiamata che la avverte che il suo bambino potrebbe essere vivo e tenuto prigioniero in un villaggio di pescatori da gente senza scrupoli.

Recensione Film

Un grande ritorno quello di Lee Young-ae, indimenticabile interprete di “Sympathy for Lady Vengeance” di Park Chan-wook (2005), dopo 14 anni di assenza dal grande schermo. Il ruolo è nuovamente quello di una madre, stavolta più matura e inserita in un contesto crudele come quello di “Lady Vendetta”, ma drammaticamente più verosimile. Un film potente, scritto e diretto da un autore esordiente, che celebra sì il coraggio e la determinazione di una donna, ma che mette anche in luce una zona d’ombra, ovvero quel tempo sospeso che si trova ad affrontare una famiglia quando un figlio viene dichiarato scomparso. Si è ancora genitori (forse più che mai) e, come Jung-yeon e suo marito, ci si tiene occupati continuando a vivere con la fede incrollabile che qualcosa accadrà. L’approccio autoriale di Kim Seung-woo è essenziale e rigoroso nel raccontare gli abissi della crudeltà umana, mentre la fotografia del veterano Lee Mo-gae (“I Saw the Devil”, “A Tale of Two Sisters”) rende il villaggio di pescatori in cui Jung-yeon si reca per cercare il suo bambino, un sinistro luogo di frontiera dall’atmosfera quasi da film western.