17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze

BOOMERANG FAMILY

Titolo Coreano:
고령화 가족
Pronuncia Originale:
Goryeonghwa Gajok
Titolo Italiano:
Ritorno in Famiglia
Regista:
Anno:
2013
Durata:
113 min
Cast:
Jin Ji-hee, Kim Jee-young, Kim Young-jae, Kong Hyo-jin, Park Hae-il, Park Keun-hyong, Park Yeong-seo, Yang Hee-kyeong, Yea Ji-won, Yoo Seung-mok, Yoon Je-moon
Fotografia:
,
Musica:
Nazione:
Corea del Sud, Francia, Giappone, USA, Regno Unito
Formato:
Colore:
Colore, Bianco e Nero
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Lingua:
Inglese, Italiano, Coreano, Giapponese, Cinese, Mandarino, Francesce
Sottotitoli:
Italiano, Inglese, Tedesco, Francesce
Genere:
,
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Distribuzione Internazionale:
Edizione Festival:
Rassegna/Retrospettiva:
Sinossi

Quando i figli della signora Oh tornano a vivere tutti sotto il suo tetto, le cose in famiglia si complicano non poco. Il maggiore, Han-mo, ex galeotto primitivo e prepotente, da sempre vive con la mamma ed è gelosissimo del fratello In-mo, regista disincantato che, al culmine di una crisi esistenziale e professionale, ha deciso di rifugiarsi nel nido materno. Ma c’è anche la sorella, Mi-yun, donna orgogliosa e intraprendente, tornata all’ovile alla vigilia del secondo divorzio, con tanto di figlia adolescente al seguito. La convivenza non sarà facile per nessuno e riporterà a galla antiche rivalità e segreti inconfessabili. Riuscirà la madre, amorevole e paziente, a ristabilire la pace in famiglia?

Recensione Film

Tratto dal romanzo Aging Family di Chun Myung-gwan, Boomerang Family è una commedia agrodolce, a tratti drammatica, che affronta un tema assai caro alla cinematografia coreana: la famiglia. Il cinema K-style, infatti, negli anni ci ha offerto innumerevoli ritratti di famiglia, di nuclei insondabili in cui si annidano conflitti profondi, cumuli di menzogne e segreti insospettabili. Il regista Song Hae-sung propone qui un’ulteriore versione della vita domestica, ricca di sfumature e di elementi che sono meno riconducibili alla rappresentazione diffusa delle precedenti pellicole dedicate al focolare. Innanzitutto, la famiglia Oh è, sì, del genere ‘disfunzionale’, ma appartiene alla classe media, e si differenzia quindi dal nutrito gruppo di famiglie aristocratiche o alto-borghesi cui la cinematografia nazionale ha finora riservato ampio spazio, con tutti i tormenti e le debolezze del caso. I temi forti della sessualità, dell’incesto, del tradimento, tipici di molte faide familiari cinematografiche, sono qui assenti o comunque appena accennati, per lasciare il posto a problematiche e sentimenti meno estremi, più quotidiani. Certo, anche questi personaggi hanno conflitti interiori da risolvere e dinamiche casalinghe su cui lavorare, ma la dimensione in cui si muovono è più vicina alla realtà di molti di noi, e per questo ci risultano più empatici. E, cosa più importante, sembrano regalarci la speranza di una convivenza, se non del tutto pacifica, almeno sopportabile.