Titolo Coreano: 고령화 가족

Pronuncia Originale: Goryeonghwa Gajok

Titolo Italiano:   Ritorno in Famiglia

Regista: SONG HAE-SUNG
Anno:  2013
Cast: Jin Ji-hee, Kim Jee-young, Kim Young-jae, Kong Hyo-jin, Park Hae-il, Park Keun-hyong, Park Yeong-seo, Yang Hee-kyeong, Yea Ji-won, Yoo Seung-mok, Yoon Je-moon
Sceneggiatore: Kim Hae-gon, Kim Jae-hwan, Song Hae-sung
Produttore: Kim Dong-hyun, Na Gyeong-chan
Assistente al Direttore: Hwang Jeong-Hyun, Jeong Da-mi
Fotografia: Alex Hong, Hong Kyung-pyo
Luci: Choe Cheol-su
Montaggio: Park Gok-ji
Musica: Lee Jae-jin
Direttore Artistico: Sin Jeom-hui
Materiale di scena: Sin Jae-myeong
Costumi: Kim Jeong-won
Make Up: Hong Jin-seong, Kim Jin, Won Ji-young
Audio: Cha Hyeong-deuk, Choi Tea-young, Jeon Yeong-gi
Effetti Speciali: Jeon Geon-ik
Arti Marziali: Sin Jae-myeong

Nazione: Corea del Sud

Formato Film: Lungometraggio

Durata: 113 min

Colore: Colore

Lingua: Coreano

Sottotitoli: Italiano, Inglese
Genere: Commedia, Drammatico

Formato: DCP
Produzione: Invent Stone Corp.
Distribuzione Internazionale: CJ Entertainment

Sezione Festival: Closing Film Festival

Anno Festival: 2014

Sinossi:

Quando i figli della signora Oh tornano a vivere tutti sotto il suo tetto, le cose in famiglia si complicano non poco. Il maggiore, Han-mo, ex galeotto primitivo e prepotente, da sempre vive con la mamma ed è gelosissimo del fratello In-mo, regista disincantato che, al culmine di una crisi esistenziale e professionale, ha deciso di rifugiarsi nel nido materno. Ma c’è anche la sorella, Mi-yun, donna orgogliosa e intraprendente, tornata all’ovile alla vigilia del secondo divorzio, con tanto di figlia adolescente al seguito. La convivenza non sarà facile per nessuno e riporterà a galla antiche rivalità e segreti inconfessabili. Riuscirà la madre, amorevole e paziente, a ristabilire la pace in famiglia?


Recensione Film:

Tratto dal romanzo Aging Family di Chun Myung-gwan, Boomerang Family è una commedia agrodolce, a tratti drammatica, che affronta un tema assai caro alla cinematografia coreana: la famiglia. Il cinema K-style, infatti, negli anni ci ha offerto innumerevoli ritratti di famiglia, di nuclei insondabili in cui si annidano conflitti profondi, cumuli di menzogne e segreti insospettabili. Il regista Song Hae-sung propone qui un’ulteriore versione della vita domestica, ricca di sfumature e di elementi che sono meno riconducibili alla rappresentazione diffusa delle precedenti pellicole dedicate al focolare. Innanzitutto, la famiglia Oh è, sì, del genere ‘disfunzionale’, ma appartiene alla classe media, e si differenzia quindi dal nutrito gruppo di famiglie aristocratiche o alto-borghesi cui la cinematografia nazionale ha finora riservato ampio spazio, con tutti i tormenti e le debolezze del caso. I temi forti della sessualità, dell’incesto, del tradimento, tipici di molte faide familiari cinematografiche, sono qui assenti o comunque appena accennati, per lasciare il posto a problematiche e sentimenti meno estremi, più quotidiani. Certo, anche questi personaggi hanno conflitti interiori da risolvere e dinamiche casalinghe su cui lavorare, ma la dimensione in cui si muovono è più vicina alla realtà di molti di noi, e per questo ci risultano più empatici. E, cosa più importante, sembrano regalarci la speranza di una convivenza, se non del tutto pacifica, almeno sopportabile.

Relatore: Giuditta Martelli

Trailer: