Titolo Coreano: 무릎과 무릎사이

Pronuncia Originale: Muleupgwa muleupsai

Titolo Italiano:   Tra le ginocchia

Regista: LEE JANG-HO
Anno:  1984
Cast: Ahn Sung Ki, Gang Jae-il, Kim In-moon, Kim Jee-young, Kim Tae-hwan, Lee Bo-hee, Lee Jae-hyeong, Na Han-il, Park Yeong-ro, Tae Hyun-sil, Yim Sung-min
Sceneggiatore: Lee Jang-ho
Assistente al Direttore: Jo Min-hee, Kim Dae-gyeong, Shin Seung-soo
Fotografia: Seo Jeong-min
Luci: Kim Kang-il
Musica: Jeong Min-seob
Audio: Kim Kyeong-il, Lee Jae-woong

Formato Film: Lungometraggio

Durata: 97 min.

Colore: Colore

Lingua: Italiano, Coreano


Genere: Drammatico, Erotico

Formato: 35mm
Produzione: Taehung Pictures
Distribuzione Internazionale: Korean Archive

Sezione Festival: K-Eros

Anno Festival: 2013

Sinossi:

Ja-young è una giovane musicista che vive un complicato legame con la madre, ha un padre pressoché assente e una sorellastra molto diversa da lei, che vede di rado. Avendo ricevuto una rigida educazione sin da bambina, la ragazza ha un difficile rapporto con il sesso e soffre di un trauma subìto durante l’infanzia: basta che un uomo qualsiasi le tocchi le ginocchia perché lei si arrenda, facendo saltare ogni forma di inibizione. Dopo innumerevoli disavventure e violenze, subìte nelle situazioni più diverse, Ja-young cercherà di fuggire dalla sua triste quotidianità, per tentare di superare questo suo malessere trovando rifugio nell’affetto di un amico dolce e sincero.


Recensione Film:

Non potrebbe forse esserci film più esemplare di questo per illustrare la difficoltà della società coreana a rielaborare i traumi della propria storia e del proprio presente a metà degli anni Ottanta. Nell’odissea vissuta da Ja-young si riflette la necessità di una rivolta nei confronti di certe consuetudini famigliari e di determinati costumi inibitori che cristallizzano un intero paese, in particolare una giovane generazione che sente tantissimo su di sé l’influenza della cultura occidentale. Melodramma dalle tinte forti, capace di alternare il travaglio individuale della protagonista a un desolante ritratto collettivo, ricco di soluzioni visive e di una fotografia a tratti iperrealistica, Between the Knees resta ancora oggi uno dei più sorprendenti tentativi di declinare il genere erotico secondo una sensibilità problematica e per nulla conciliante, per illustrare il doloroso cammino da intraprendere se si vogliono rompere gli antichi tabù.