17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze

BERLIN FILE, THE

Titolo Coreano:
베를린
Pronuncia Originale:
Be-reul-lin
Titolo Italiano:
Il file di Berlino
Regista:
Anno:
2013
Durata:
120 min
Cast:
HA Jung-woo, HAN Suk-kyu, Ryoo Seung Bum
Sceneggiatore:
Fotografia:
Musica:
Nazione:
Corea del Sud, Francia, Giappone, USA, Regno Unito
Formato:
Colore:
Colore, Bianco e Nero
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Lingua:
Inglese, Italiano, Coreano, Giapponese, Cinese, Mandarino, Francesce
Sottotitoli:
Italiano, Inglese, Tedesco, Francesce
Genere:
,
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Distribuzione Internazionale:
Edizione Festival:
Rassegna/Retrospettiva:
Sinossi

L'agente nordcoreano Pyo Jong-seon sta negoziando l'acquisto di armi con un gruppo di terroristi arabi, quando il Mossad israeliano fa irruzione nella sala dell'albergo dove stavano avvenendo le trattative. Nel frattempo un agente sudcoreano è sulle tracce di Pyo Jong-seong che, oltre a tentare di fuggire alla cattura, deve fare i conti con i sospetti che vi sia un doppiogiochista all'interno dell'ambasciata nordcoreana, dove sua moglie lavora come traduttrice.

Recensione Film

Con quello che si è rivelato il film d'azione più visto di tutta la storia del cinema coreano, Ryoo segna un punto di svolta nella sua carriera, spostandosi verso film di genere di più larga scala e con un orientamento più internazionale. Se il pubblico è portato sin da subito a immedesimarsi in Pyo (il film segue il suo punto di vista), è pur vero che man mano che la narrazione “si complica” - grazie ai numerosi colpi di scena – il ritmo complessivo del film cresce, arricchendosi di elaboratissime scene d'azione, il vero marchio di fabbrica dello stile di Ryoo. Eppure rispetto al passato (in particolare a City of Violence), pur conservando tutta la dinamicità richiesta da un film di genere come questo, Ryoo opta per un maggiore realismo, con l'azione che risulta meno astratta e meno caricata, sintomo probabilmente di una rinnovata sicurezza nei propri mezzi espressivi, nonché di una malcelata volontà di rivolgersi a un pubblico più ampio.