17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze

BEAUTIFUL DAYS

Proiezioni:
Cinema La Compagnia - 28 Marzo 2019 - 20.00
Titolo Coreano:
뷰티풀 데이즈
Pronuncia Originale:
Byootipool Deizu
Titolo Italiano:
Giorni Meravigliosi
Regista:
Anno:
2018
Durata:
104
Cast:
Jang Dong-yoon, Lee Jung-joon, Lee Na-young, Lee Yoo-jun, Oh Kwang-rok, Seo Hyun-woo
Sceneggiatore:
Fotografia:
Nazione:
corea del sud
Formato:
Colore:
colore
Formato:
dcp
Lingua:
coreano
Sottotitoli:
Italiano, Inglese
Genere:
Formato:
dcp
Distribuzione Internazionale:
Edizione Festival:
Rassegna/Retrospettiva:
Sinossi

La madre di Zhenchen ha dovuto lasciarlo in Cina con il padre quando lui era ancora molto piccolo. La donna, già fuggita dalla Corea del Nord, è stata costretta a seguire un uomo con il quale aveva un debito da saldare. Sono passati molti anni e il padre di Zhenchen, molto malato, chiede al figlio di rintracciare la moglie per vederla un’ultima volta. Il ragazzo parte per la Corea del Sud dove si è stabilita la madre ma ricucire un rapporto laceratosi così drammaticamente anni prima porterà a galla molto dolore e risentimento.

Recensione Film

Un passaggio delicato per un autore quello dal cinema del reale alla fiction che Jero Yun ha saputo compiere con la sensibilità e lo spirito di osservazione già dimostrati nei suoi anni da documentarista. Da sempre studioso dei complicati rapporti familiari che chi è costretto a fuggire si lascia alle spalle, il regista nel delineare il ritratto di questa madre attinge sicuramente alla storia dei molti rifugiati Nord Coreani incontrati, finendo per cerare la figura di una donna forte, granitica, che pur nel dolore è riuscita nell’unica cosa attraverso la quale avrebbe in qualche modo potuto aiutare un giorno suo figlio, ovvero sopravvivere. Una madre e un figlio che hanno ancora bisogno l’una dell’altro, malgrado il tempo passato, la rabbia e il risentimento. Jero Yun racconta il lento ricucirsi di questi delicati legami evitando qualsiasi retorica ma, facendo uso della sua naturale attitudine al racconto della realtà, presenta allo spettatore una verità che, seppur inevitabilmente piena di zone d’ombra, errori e sofferenza, è l’unica possibilità per i protagonisti di una salvezza.