17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze

B.E.D

Titolo Coreano:
베드
Pronuncia Originale:
B.E.D
Titolo Italiano:
B.E.D
Regista:
Anno:
2012
Durata:
90 min.
Cast:
Jang Hyuk-jin, Kim Na-mi, Lee Min-a
Sceneggiatore:
Fotografia:
Musica:
Nazione:
Corea del Sud, Francia, Giappone, USA, Regno Unito
Formato:
Colore:
Colore, Bianco e Nero
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Lingua:
Inglese, Italiano, Coreano, Giapponese, Cinese, Mandarino, Francesce
Sottotitoli:
Italiano, Inglese, Tedesco, Francesce
Genere:
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Distribuzione Internazionale:
Edizione Festival:
Rassegna/Retrospettiva:
Sinossi

B. è un uomo che ha sviluppato un legame ossessivo con il proprio letto matrimoniale. Su di esso, per un intero anno, ha consumato rapporti sessuali con E., una donna sposata che si è lasciata sedurre da B. per sfuggire alla noia della sua piatta vita coniugale. Quando la donna lo lascia, intimandogli di sbarazzarsi del letto, B. entra in crisi e cerca rifugio in una terapia di gruppo. Qualche tempo dopo sposa senza troppa convinzione D., una guida turistica con bambina a carico, ma il loro matrimonio non funziona: B. è ancora ossessionato dal ricordo di E. e in più non ha mantenuto la promessa di disfarsi del letto

Recensione Film

Liberamente ispirato a un racconto di Kwon Ji-ye, B.E.D. segna il ritorno di un veterano del cinema coreano, Park Chul-soo, prolifico autore già conosciuto negli anni Settanta per i suoi caldi melodrammi. In questo film, al classico triangolo amoroso si aggiunge un oggetto ben preciso (il letto) che viene caricato simbolicamente (è il luogo – fisico e mentale - dove inizia e finisce la vita del protagonista, B.) a tal punto da diventare il perno attorno al quale ruotano tutte le dinamiche narrative. Park, grazie a un montaggio discontinuo ed ellittico e alla forza espressiva dei suoi attori, scava con convinzione nella psicologia dei tre personaggi, concedendo allo spettatore di poter osservare in maniera privilegiata, come da una quinta teatrale, l'ardore delle passioni (molte le scene di sesso esplicito), la sconsolante drammaticità degli addii, l'atavica incapacità di superare le proprie ossessioni.