Titolo Coreano: 아라한-장풍 대작전

Pronuncia Originale: A-ra-han Jang-pung-dae-jak-jeon

Titolo Italiano:   Arahan

Regista: RYOO SEUNG-WAN
Anno:  2003
Cast: Ahn Sung Ki, Ryoo Seung Bum, Yoon Soi
Sceneggiatore: Eun Ji-hee, Ryoo Seung Wan, Yu Seon-dong
Fotografia: Lee Jun Kyoo
Musica: Han Jae Kwon

Nazione: Corea del Sud

Formato Film: Lungometraggio

Durata: 114

Colore: Colore

Lingua: Coreano

Sottotitoli: Italiano, Inglese
Genere: Azione, Drammatico

Formato: DCP
Distribuzione Internazionale: Cinema Service

Sezione Festival: Ryoo Seung-wan Retrospettiva

Anno Festival: 2016

Sinossi: L’agente di polizia Sang-hwan conosce per caso Eui-jin, il cui padre, Ja-un, riconosce il potenziale di Sang-hwan di diventare un Maruchi e inizia così ad addestrarlo alle arti marziali. Nel frattempo Ja-un è preoccupato dal fatto che Black Cloud – uno dei sette maestri – sia apparso a Seoul. Egli era stato esiliato dagli altri maestri dopo essersi immischiato nelle vicende umane. Black Cloud, che ha infranto la regola del Paradiso e ha brandito la sua spada, torna in vita e trova la chiave per Arahan, il più alto gradino del Paradiso e minaccia i maestri sopravvissuti. Leggenda vuole che solo Maruchi e Arachi possano proteggere Arahan. Insieme all’Arachi Eui-jin, Sang-hwan affronta Black Cloud.


Recensione Film: Il film forse più divertente, folle e imprevedibile nell’intera filmografia di Ryoo. Liberamente ispirato a un celebre fumetto coreano degli anni Settanta, la vicenda narrata (ambientata in un luogo da favola e in un tempo indefinito) appare come un puro pretesto per dare sfogo alla fantasia creativa e alle suggestioni cinefile del regista coreano e del suo entourage. Difficile infatti definire Arahan se non come un incredibile mix di cappa&spada, commedia e science-fiction, il tutto condito con effetti speciali molto pop, esilaranti situazioni da comics, combattimenti svolazzanti e stramberie varie. E’ probabilmente per questo suo essere un’opera estremamente composita – una vera e propria apoteosi della leggerezza postmoderna – che il film è piaciuto molto sia in Asia che in Occidente (il riferimento a film come Ritorno al futuro e Matrix si sprecano), esempio non poi così scontato di entertainment dal sapore globale.


Trailer: