17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze

11 A.M.

Titolo Coreano:
열한시
Pronuncia Originale:
11 A.M.
Titolo Italiano:
Ore 11
Regista:
Anno:
2012
Durata:
99 min
Nazione:
corea del sud
Formato:
dcp
Tipologia:
Colore:
colore
Lingua:
coreano
Sottotitoli:
Italiano, Inglese
Genere:
Produzione:
Distribuzione Internazionale:
Interpreti:
Choi Daniel, Jeong Jae-yeong, Kim Ok-bin
Musiche:
Direttore alla Fotografia:
Direttore Artistico:
Direttore delle Luci:
Edizione Festival:
Sezione Festival:
K-Fantasitc
Sinossi

Siamo in un futuro molto vicino a noi. In un laboratorio nelle profondità marine, un gruppo di ricercatori ha finalmente realizzato una macchina del tempo. Una macchina che può proiettare gli oggetti in un futuro prossimo: appena 24 ore. Ma gli scienziati non l’hanno mai provata sugli esseri umani. Una mega corporation ha promesso finanziamenti importanti se l’equipe riuscirà anche in questo passo. Woo-seok, insieme alla sua stretta collaboratrice Young-eun, decide di intraprendere il viaggio nel tempo. Arrivano nel futuro alle ore 11 del mattino seguente: la missione ha avuto successo. Ma succede qualcosa di imprevisto…

Recensione Film

Fantascienza, sì. Ma con un occhio al “fattore umano”. Fin dall’inizio del film, scopriamo che ogni personaggio del film ha le sue ragioni, assolutamente personali, per avere accesso a una macchina del tempo. Ognuno ha un progetto. Il capo dei ricercatori ha una grande fede nel potere della scienza di salvare il mondo. Ma attorno a lui, anche se i suoi collaboratori sono così intelligenti da riuscire a costruire una macchina del tempo, non c’è un vero senso della causa comune. E alla fine, “11 A.M.” potrebbe anche sconcertare i fan della fantascienza. Gli scienziati sono lontani dall’essere nobili eroi dell’umanità, e ognuno di loro è intrappolato nei suoi problemi emotivi ed esistenziali.
E’ la prima incursione del regista Kim Hyun-seok nel territorio della fantascienza: i suoi rimandi al grande cinema d’autore che ha affrontato il genere, e in particolare a “Solaris” di Andrej Tarkovskij, sono evidenti. Ma ci sono anche contaminazioni con l’horror e il thriller psicologico.