Locandina Korea Film Fest 2009
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Registi 2008
BYUN YOUNG-JOO  Byun Young-joo ha compiuto studi di Legge presso la Ehwa Womans University e di Cinema presso la Chung-ang University. La sua formazione artistica è principalmente documentaristica: nel 1993 realizza un primo lavoro che la consacra come una delle voci più importanti della riflessione femminile a livello internazionale. “A Woman Being in Asia” è un reportage sul turismo sessuale a Jeju Island, e soprattutto un grido di denuncia sul ruolo della donna nel sistema sociale asiatico, sulle complicità e i silenzi del potere politico e della società. Ad esso segue “Murmuring” (1995), che proietta lo stesso tema in chiave storica, con una ricostruzione della condizione delle comfort women durante la Seconda Guerra Mondiale. Il documentario (che ottiene il premio Ogawa Shinsuke allo Yamagata International Documentary Festival), smuove a tal punto l’opinione pubblica da spingere il governo coreano e quello giapponese ad una pubblica ammenda ed a scuse ufficiali alle donne che durante la guerra furono costrette a prostituirsi. “Murmuring“è la prima parte di un trittico sullo stesso tema, che comprende i successivi “Habitual Sadness” (1997) e “My Own Breathing – Respiration” (1999). Nel 2003 partecipa alla realizzazione del documentario di Kim Dong-won dal titolo “Repatriation”, sulla vicenda dei prigionieri politici nordcoreani rinchiusi nei campi di detenzione della Corea del Sud. È membro fondatore del collettivo di registe Bariteo e del gruppo Boim. Nel 2000 compie l’inatteso passaggio verso il cinema narrativo e commerciale, con il travolgente esordio di “Ardor”, la storia d’amore ed erotismo con il quale Kim Yoon-jin vince il Blue Dragon Award per la migliore interpretazione femminile. Il successivo “Flying Boys” (2004) sposta l’attenzione sul mondo degli adolescenti, e racconta un amore che si sviluppa parallelamente alla passione per la danza, presentato al Far East Film Festival di Udine, nel 2005.

Filmografia:

Flying Boys (2004)
Ardor (2002)
The Murmuring (1995)
CHO CHANG-HO  Nato nel 1972. Nel 2005 ha girato un lungometraggio invitato al Sundance Film Festival: “The Peter Pan Formula”. Lo stesso lungometraggio si è aggiudicato il Premio della Giuria all’8° Asian Film Festival di Deauville.

Filmografia:

The Peter Pan Formula (Pi-teo-paen-eui Gong-sik 2005)
Fly, Chicken / Fantastic Parasuicides (Pan-ta-su-tik Ja-sal So-dong, 2007)
HAN JAE-RIM  Ha debuttato come regista con “Rules of Dating” (2005), aggiudicandosi il premio di Best New Director ai Daejong Movie Awards. Spostata l’attenzione dall’amore alla famiglia, Han Jae-rim ha affermato che “The Show Must Go On” è un autentico noir che ritrae questioni sociali e le vite dei nostri giorni. Alla 28ª edizione dei Blue Dragon Awards “The Show Must Go On” ha conquistato il premio per il Miglior Film.ù

Filmografia:

Rules of Dating (Yeon-ae-eui Mok-jeok 2005)
The Show Must Go On (Woo-a-han Se-gye 2006)
HAN SEUNG-RYONG  Nato nel 1968, attivo nella School of Image Arts dell’Università di Jeonju dal 2002, è stato co-montatore di “Bongja” (2002), “Resurrection of the Little Match Girl” (2002) e “Untold Scandal” (2003). Han è anche autore di un cortometraggio intitolato “Last Statement” (2000).

Filmografia:

Off Road (O-peu Ro-deu 2007)
IM KWON-TAEK  Classe 1936, Im Kwon-taek è spesso considerato il padre del cinema coreano e la sua opera è ritenuta un tesoro nazionale della Corea del Sud. Figlio di partigiani (cosa che gli costò discriminazione sociale all’epoca della divisione del paese a causa del montante anticomunismo) entrò giovanissimo a Chungmuro (la Hollywood coreana) per guadagnarsi da vivere. Diresse il suo primo film, “Farewell to the Duman River”, nel 1962. Dopo aver diretto dozzine di pellicole commerciali, fu solo negli anni Settanta che maturò una svolta personale, segnata dal desiderio di raccontare e preservare, attraverso il cinema, storia e cultura nazionali coreane. La fase matura dell’opera di Im s’inaugura con capolavori come “The Genealogy” (1978) e “Mandala” (1981). A partire dagli anni Ottanta i suoi film sono invitati in concorso a Berlino (“Gilsoddeum”, 1986) e Venezia (Ssibaji, 1987, premio per la miglior attrice a Kang Soo-yeong). Nel 1993 “Seopyeonje”, toccante celebrazione dell’arte performativa tradizionale del pansori, diviene il più grande successo coreano di sempre. Nel 2000, grazie a “Chunhyang”, Im diventa il primo regista coreano invitato in concorso al Festival di Cannes; due anni dopo, sempre a Cannes, Im vince il premio per la miglior regia con “Chihwaseon”. Il suo centesimo film, “Beyond The Years”, è stato presentato Fuori Concorso alla 64ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

Filmografia:

1962
Farewell to the Duman River (Tumangang a chal ikkora)
Old man in the Combat Zone (Chonjaeng kwa noin)
1963
Actors Disguised as Women (Namja nun an pallyo)
A Wife Turned to Stone (Mangbusok)
The Throne Memorial Drum (Sinmungo)
1964
The Prince’s Revolt (Tanjangnok)
The End of Destre (Yongmang ui Kyolsan)
Father of Ten Daughters (sipchamae sonsaeng)
The Latecomer (Tangol chigaksaeng)
The Ten Year Rule (Simnyon sedo)
Queen Yonghwa’s Avenger (Yonghwa mama)
1965
Death of an Informer (pitsok e chida)
A Bogus Noble man (Wang Kwa sangno)
1966
Schoolmistress on the Battlefield (Chonjaeng kwa yogyosa)
Miss Ok and the Divided Court (Popchang ul ullin ogi)
I Am a King (Na nun wang ida)
A Triangle in Noble Families (Nilili)
1967
The Feudal Tenant (Chongsa chorong)
Swordsmen (Pungun ui komgaek)
A Wife Retrieved (Manghyang cholli)
1968
The Vamp Chang Huibin (Yohwa Chang Hui bin)
A Man Called the Wind (Param Kwa Katun Sanai)
The Walking Woman (Mongnyo)
Return from the Sea (Toraon oensonjabi)
1969
Escape from Shanghai (Sanghae talchul)
Full Moon Night (Siboya)
Three Generations of Men (Sanai Samtae)
Thunder Sword (Noegom)
Eagle of Wilderness (Hwangya ui tokksuri)
Would You Help me? (Sinse chom chijaguyo)
Best Friends and Their Wives (PinarinunKomoryong)
1970
Swords under the Moon (Worhwa ui kom)
One-eyed Mr. Park (Aekkunum Pak)
Unmarried Mother (Isulmannun paegilhong)
A Vagabond’s Story (Pinaerinun sonchangga)
A Woman pursued (Ku yoja rul tchochara)
Hidden Investigator (Pamcha ro on sanai)
The Flying Sword (Pigom)
A Snapshot and a Murder (Songnunssop i kin yoja)
1971
Snowing on Grudge Street (Wonhan ui kori e nun i naerinda)
The 30-Year Showdown (Samsimnyonman ui taegyol)
Revenge of Two Sons (Wonhan ui tu kkopchu)
In Search of the Secret Agent (Na rul to isang koeropiji mara)
Swordswoman (Yogom)
A Stepmother’s Heartache (Tultchae omoni)
Gangsters of Myongdong (Myongdong Samgukchi)
1972
Cruelty on the Streets of Myongdong (Myongdong chanhoksa)
Arrivals and Departures (Toraon cha wa ttonaya hal cha)
Seize the Precious Sword (Samguktaehyop)
1973
Five Hostesses for the Resistance (Kisaeng O Paekwa)
Pursuit of the Bandits (Tae chugyok)
The Deserted Widow (Chapcho)
The Testimony (Chungon)
1974
Wives on Parade (Anaedul ui haengjin)
I’ll Never Cry Again (Ulji anuri)
The Hidden Princess (Yonhwa)
The Hidden Princess Part II (Sok/Yonhwa)
1975
Who and Why (Wae kuraettunka)
Yesterday, Today and Tomorrow (Oje onul kurigo naeil)
1976
A bygone Romance (Wangsimni)
Overcome by Misfortunes (Maenbal ui nunkkil)
Commando on the Nakdong River (Nakttonggan un hurununga)
The Industrious Wife (Anae)
1977
The Virtuous Woman (Ongnyegi)
Madam Kye in the Imjin War (Imjinnan kwa kyeworhyang)
1978
The Evergreen Tree (Sangnoksu)
The Little Adventurer (Cho pado wi e omma olguri)
The Genealogy (chokpo)
1979
Near Yet Far Away (Kakkapkkodo mongil)
Again tomorrow (Naeil tto naeil)
The Divine Bow (Singung)
The Hidden Hero (Kippal omnun kisu)
1980
The Wealthy Woman (Pokppuin)
Pursuit of Death (Tchakko)
1981
High School Tears (Usang ui nunmul)
Mandala (Mandara)
1982
Abenko Green Beret (Abengo kosugundan)
The Polluted Ones (Oyomtoen chasiktul)
In the Bosom of a Butterfly (Nabipum eso urotta)
Misty Villane (Angae maul)
1983
Daughter of the Flames (Pul ui ttal)
1984
The Eternal Flow (Hurunun kangmului otchi magurya)
1985
Gilsottum (Kilsottum)
1986
Ticket (Tiket)
Surrogate Mother (Sibaji)
1987
Diary of King Yonsan (Yonsan ilgi)
1988
Adada (Adada)
1989
Come, Come, Come Upward (Aje Aje Bara Aje)
1990
The General’s Son (Changun ul adul)
1991
The General’s Son II (Changun ul adul II)
Fly High, Run Far: Kae Byok (Kae Byok)
1992
The General’s Son III (Changun ul adul III)
1993
Sopyonje (Sopyonje)
1994
The Taebaek Mountains (Taebaek sanmaek)
1996
Festival (Chukje)
1997
Downfall (Chang)
2000
Chunhyang
2002
Strokes of Fire (Chihwaseon)
Ebbro di Donne e di Pittura
2004
Low Life (Haryu insaeng)
2007
Beyond the Years (Cheon-nyeon-hak)
JEONG JAE-EUN  Jeong Jae-eun nasce a Seul nel 1969, e studia cinema alla Korean National University of Arts. Dopo aver diretto numerosi cortometraggi, fra i quali Coming of Age Ceremony, After School, “Yujin's Secret Codes” (con il quale ha ottenuto fra l'altro il Gran Premio dell giuria al Women's Film Festival di Seul nel 1999) e “Girl's Night-Out”, ha debuttato nel lungometraggio con “Take Care of My Cat”, racconto corale tutto al femminile. Il suo esordio la proietta nel mondo dei festival internazionali (viene presentato in patria al Festival di Pusa, e poi all’Hong Kong International Film Festival, al Cinema Jove di Valencia, aò Paris Film Festival e a Rotterdam), e le procura un entusiasmante palmaeres (NETPAC e New Current Award a Pusan, Golden Moon a Valencia, premio FIPRESCI a Hong Kong, KFN Award a Rotterdam). Nel 2003 partecipa al film collettivo “If You Were Me”, con l’episodio “Affair” , che racconta la discesa agli inferi di un uomo che trova il suo nome sbattuto sul giornale, in una lista di pedofili denunciati e gettati in pasto alla pubblica opinione. Del 2005 è “The Aggressives”, che racconta le avventure di un gruppo di giovani pattinatori metropolitani, tra amori, esaltazioni adolescenziali e i primi ostacoli della vita.

Filmografia:

The Aggressives (Tae-poong-tae-yeong 2005)
If You Were Me (Yeoseotgae-ui Siseon 2003)
Take Care of My Cat (Goyangi-leul Butag-hae 2001)
JIN KWANG-KYO  Diplomato al dipartimento di cinema della Chung-Ang University, Jin ha lavorato come produttore per la MBC Adcom e per la Cable TV OCN. “Beautiful Sunday” è il suo primo lungometraggio.

Filmografia:

Beautiful Sunday (Byoo-ti-pool Seon-de-i 2007)
KIM DAI-SEUNG  Laureato alla Chung-Ang University, Kim si è affacciato sulla scena cinematografica come assistente regista di Chung Ji-young in “White Badge” (1992). Successivamente ha lavorato, sempre come assistente regista, per il maestro Im Kwon Taek in molti film, compresi “Seopyeonje” (1993) e “Chunhyang” (2000). Il suo film d’esordio, “Bungee Jumping of Their Own” (2000) è stato salutato come il più raffinato mélo del cinema coreano contemporaneo da pubblico e critica.

Filmografia:

Traces of Love (Ga-eul-lo 2006)
Blood Rain (Hyeol-eui Noo 2005)
Bungee Jumping of Their Own (Beonji jeompreul hada 2000)
KIM DONG-HYUN Iniziata la sua carriera come assistente regista a fianco di Bae Yong-kyun in “The People in White” (1995), Kim ha successivamente diretto alcuni corti quali “From Island” (1997) e “A Starving Day” (2004). “A Shark” è il suo lungometraggio d’esordio.

Filmografia:

A Shark (Sang-eo 2005)
 
KIM JONG-KWAN Classe 1975, Kim si è laureato al Seoul Institute of Art. Da anni gira corti quali “Wind Story” (2002), “Tell Her I Love Her” (2003), “How to Operate a Polaroid Camera” (2004), “Waiting for Youngjae” (2005) e altri.

Filmografia:

Monologue#1 (Monologue#1 2007)
 
KIM KI-DUK Nato nel 1960 a Bonghwa, Kim Ki-duk è il regista coreano più stimato e conosciuto in Occidente, ma al contempo il più controverso e dileggiato in patria. Per questo Kim precisa sempre di preferire che lo si consideri un “regista” e non un “regista coreano”. Il film che l’ha rivelato fu “L’Isola” che scioccò la Mostra di Venezia 2000. Il suo prestigio si è poi consolidato con opere quali “Address Unknown” e “Bad Guy”, presentati in concorso a Venezia 2001 e Berlino 2002 rispettivamente. La sua poetica sospesa tra il concreto e l’astratto che s’illumina di strappi d’inaudita violenza, spesso masochista, e la sua idiosincratica maniera di presentare la relazione uomo-donna hanno progressivamente sedotto le platee dei festival, mentre simultaneamente gli alienavano la stampa e il pubblico coreani. Con oltre due milioni e mezzo di dollari d’incasso il suo “Primavera, Estate, Autunno, Inverno... e Ancora Primavera” (2003) è divenuto il più grande successo coreano di sempre negli Stati Uniti. Nel 2004 ha vinto sia l’Orso d’Argento per la miglior regia a Berlino con “La Samaritana”, sia il Leone d’Argento per la miglior regia a Venezia con “Ferro 3”.

Filmografia:

Breath (Soom 2007)
Time (Sigan, 2006)
L’Arco (Hwal, 2005)
Ferro 3 (Bin-jip, 2004)
La Samaritana (Samaria, 2004)
Primavera, Estate, Autunno, Inverno... e Ancora Primavera (Bom, Yeoreum, Kaeul, Kyeoul... Keurigo Bom, 2003)
The Coast Guard (Hae Anseon, 2002)
Bad Guy (Nabbeun Namja, 2001)
Address Unknown (Soochwiin Bulmyeong, 2001)
Real Fiction (Shilje Sanghwan, 2000)
L’Isola (Seom, 2000)
Birdcage Inn (Paran Daemun, 1998)
Wild Animals (Yasaeng Dongmul Bohoguyeong, 1996)
Crocodile (Ageo, 1996)
KIM NA-YOUNG  Nata nel 1979, Kim Na-young studia Film, TV and Multimedia alla Korean National University of Art.

Filmografia:

Be with me (Seung-a 2007)
KIM TAI-SIK Terminati i corsi di cinema al Seoul Institute of the Arts, nel 1980 Kim si trasferisce in Giappone per ultimare la formazione. Dopo aver studiato alla Japan Academy of Moving Images, a partire dal 1986 lavora come regista televisivo e di spot commerciali in Giappone, Australia e Hong Kong. Ha iniziato la sua carriera cinematografica come aiuto regista di Park Chul-soo in “Kazoku Cinema” (1998) e il suo cortometraggio “32nd Dec.: Where is Mr. President?” (2002) è stato invitato al 53

Filmografia:

Driving with My Wife’s Lover (A-nae-eui Ae-ni-eul Man-na-da 2006)
 
KIM SUNG-HO Nato nel 1970, Kim Sung-ho ha studiato a New York ed è attivo in campo cinematografico dal 1997, anno in cui ha realizzato il cortometraggio di animazione “Ketchup Story”, che si è aggiudicato il Miglior Premio di Animazione al Brooklin College Film Festival. Il suo primo e unico lungometraggio, “Into the Mirror”, è del 2003 ed è stato invitato in svariati festival internazionali.

Filmografia:

Into The Mirror (Geoul Sogeuro 2003)
Happy Birthday / Fantastic Parasuicides (Pan-ta-su-tik Ja-sal So-dong, 2007)
 
KWAK KYUNG-TAEK Diplomato in regia alla New York University, si è imposto all’attenzione pubblica nel 1995, aggiudicandosi il secondo premio al Seoul Short Films Festival col suo cortometraggio “Young-chang Story”. Il suo terzo lungometraggio, “Friend”, ha stabilito il record nazionale di incassi fino al 2001, totalizzando più di 8 milioni di spettatori e cambiando per sempre la storia del cinema coreano. Con “Mutt Boy” (2003) e “Typhoon” (2005) Kwak ha infine dato prova di possedere uno sguardo appassionato sulla vita, mettendo in scena drammi semplici e onesti.

Filmografia:

A Love (Sa-rang 2007)
Typhoon (Tae-poong 2005)
Mtt Boy (Ddong-gae 2003)
Champion (Chaempion 2002)
Friend (Chin-goo 2001)
Dr. K. (Dagteo K 1998)
3 PM Paradise Bath House (Eogsutan 1997)
 
LEE JANG-HO  Classe 1978, nel 2007 ha partecipato a vari festival internazionali, tra i quali il Toronto Reel Asian International Film Festival. Attualmente lavora alla Graduate School of Multimedia & Film di Chung-Ang.

Filmografia:

Seoul (2007)
Want You (Gniorl wonhae 2007)
Dummy (2004)
Hard-boiled Action Girl (2003, Co-directing)
Aftereffect (2003)
LEE JOON-IK Classe 1959, Lee Joon-ik è il fondatore della CineWorld, casa di produzione che ha all’attivo numerosi film quali “The Spy” (1999) di Jang Jin, “The Anarchist” (2000) di Yu Young-shik e “Hi, Dharma!” (2001) di Park Cheol-kwan. Come regista Lee si è affermato con “Once Upon a Time in a Battlefield” nel 2003, un grande successo nazionale con poco meno di 3 milioni di biglietti venduti. Nel 2005, col dramma in costume “The King and The Clown”, ha stabilito la cifra record di 12 milioni di spettatori (battuta soltanto dai 13 milioni di “The Host” di Bong Joon-ho). Uscito nel 2006, “Radio Star” è il suo penultimo film, seguito nel 2007 dalla commedia drammatica “The Family Life”.

Filmografia:

The Family Life (2007)
Radio Star (Ra-di-o Seu-ta 2006)
The King and The Clown (Wang-eui Nam-ja 2005)
Once Upon a Time in a Battlefield (Hwang San Beol... 2003)
LEE KWON Nato nel 1974, figlio di una professoressa e di un diplomatico, Lee Kwon è da sempre un appassionato lettore di fumetti, da cui trae ispirazione per comporre storyboard e creare immagini. Nel 1996 si è diplomato in Media and Communication alla Seo-Kang University: da allora si è dedicato interamente alla produzione cinematografica. Presentato al Puchon Fantastic Film Festival, “Attack on the Pin-Up Boys” è il suo lungometraggio d’esordio.

Filmografia:

Attack on the Pin-Up Boys (Kkot-mi-nam Yeon-swae Te-reo-sa-geon 2007)
LEE MI-YEON Lee Mi-yeon nasce nel 1963, si laurea in Letteratura Coreana presso la Dongduk Women’s University e prosegue il suo percorso di studi in Francia, presso l’Ecole Supérieure Libre d’études Cinématographiques. Incomincia la sua pratica professionale nel mondo del cinema come assistente alla regia di Lee Chang-dong per “Green Fish” (1997), ma si distingue soprattutto per essere la prima donna nel sistema coreano ad acquistare notorietà e rispetto come produttrice. Non è un caso che si trovi a collaborare con uno dei registi più poliedrici e innovativi della scena contemporanea: produce infatti “The Quiet family” (1998) e “The Foul King” (2000) di Kim Jee-woon. Esordisce alla regia nel 2001 con “Bus-L’abri”, romantica e dolente storia d’amore e di consolazione tra un professore trentenne e una studentessa diciassettenne. Partecipa al progetto collettivo “If You Were Me”, arrivato nel 2006 alla terza edizione, che raccoglie i registi più interessanti delle ultime generazioni per riflettere sulle ineguaglianze sociali. Il capitolo di Lee Mi-yeon, “GaP”, descrive con ironia e un curioso gusto kitsch le differenze di diritti/doveri tra coniugi in una coppia di giovani sposi.

Filmografia:

Bus L’abri (Lovers' Refuge 2001)
LEE MYUNG-SE Lee Myung-se nasce a Seul nel 1957 e, forte di un precoce interesse per il cinema che si manifesta già durante gli anni delle scuole superiori, si diploma a Seoul Institute of the Arts. Dopo qualche esperienza nel cortometraggio (“Awaiting that Afternoon”, 1977; “R”, 1978), incomincia il suo percorso artistico come aiuto regista e come sceneggiatore di Bae Chang-ho, in particolare per “Hwang Jin-I” (1986), “Our sweet days of youth” (1988) e “Dream” (1990). Con il suo mentore e maestro scriverà anche il lungometraggio d’esordio “Gagman” (1989), e “Ggum” (1990), che Bae Chang-ho dirigerà da solo e che segna la fine della loro collaborazione. “Gagman”, l’epopea di un comico che vorrebbe diventare regista e che si imbarca in una serie di piccoli crimini con due complici (uno dei quali è interpretato da Bae Chang-ho), attira l’attenzione della critica, e porta già in sé i caratteri principali del cinema di Lee Myung-se: la sovrapposizione tra livello onirico e racconto reale, la cinefilia e la sperimentazione visiva. Con il film successivo, “My love, my bride” (1990), racconto di una coppia di sposi novelli alle prese con le difficoltà matrimoniali, vince il premio per il Best New Director all’Asian Pacific Film Festival (oltre a quello per il miglior attore protagonista, attribuito a Park Joong-hoo, che sarà il detective Woo di “Nowhevere to Hide”), e si colloca tra i fondatori del genere della sex war comedy, che segnerà i maggiori successi di pubblico del cinema coreano degli anni ’90. Con “First Love” (1993), adatta una tradizionale storia d’amore al crescente interesse per le sperimentazioni linguistiche, mentre “Bitter and Sweet” (1995) è un’incursione nella satira di costume, che racconta per episodi la vita dei giovani colletti bianchi. “Their Last love affair” (1996) è un ritorno alle tematiche sentimentali, ma con forti cambiamenti narrativi rispetto al passato (descrive un amore “tardo” ed extra-matrimoniale). L’anno della svolta è il 1999, quando il noir metropolitano “Nowhewere to hide” lo proietta nel circuito festivaliero internazionale (il film vince anche il Blue Dragon per il miglior film), e verso un cinema finalmente maturo, caratterizzato dal virtuosismo della ripresa e del montaggio e da una fantasia immaginativa che lo colloca tra le figure più innovative del New Korean Cinema (nonostante un’accoglienza spesso tiepida della critica nazionale, che non apprezza il suo disimpegno e la sua concezione estetica). Ad esso seguono il wuxia “Duelist” (2005) e lo psicodramma “M” (2007). Attualmente risiede a New York e viaggia frequentemente in Europa, dove coltiva la sua passione per il cinema d’autore occidentale.

Filmografia:

M (Em 2007)
Duelist (Hyeong-sa 2005)
Nowhere to Hide (Injeongsajeong bol geos eobsda 1999)
Their Last Love Affair (Jidoghan salang 1997)
Bitter and Sweet (1993)
First Love (Cheossalang 1993)
My Love, My Bride (1990)
Gagman (Gaegeumaen 1888)
R (cm) (1978)
Awaiting that Afternoon (cm) (1977)
LEE YOON-KI Lee Yoon-ki nasce nel 1965 a Daejeon, ma la sua formazione di studio è decisamente occidentale, sia nella destinazione che nell’oggetto: si laurea in Business Administration alla University of Southern California. Non a caso la sua entrata nel mondo del cinema è di tipo economico-manageriale: nel 1994 produce il cortometraggio Contempt (Kim Jin-han), che vince il premio per il miglior film al Seoul Short Film Festival. Ma già l’anno successivo partecipa allo stesso festival con un altro lavoro, “My Kind of Love”, commedia amara sulla sbandata di un uomo di mezza età per la commessa di un caffé. Il suo esordio nel lungometraggio, “This Charming Girl” (2004), gli vale un eccellente palmares internazionale, e il racconto rarefatto di solitudine femminile e di traumi rimossi viene celebrato in tutte le sue patrie artistiche e culturali: quella naturale (New Current Award al Pusan International Film Festival), quella d’adozione (Premio della Giuria al Sundance Film Festival) e quella aspirazionale, in un’Europa alla quale Lee Yoon-ki, come molti registi della sua generazione, sembra guardare come ad un modello di racconto e rappresentazione (NETPAC a Berlino). “This Charming Girl” intraprende un gran tour per i festival di tutto il mondo (Friburgo, Deauville, Hong Kong, Philadelphia, Singapore) e continua a ricevere riconoscimenti, ma raccoglie in patria un successo di pubblico inversamente proporzionale all’attenzione critica (meno di 50 mila spettatori). Accoglienza ancora più tiepida riservano le sale coreane al successivo “Love Talk” (2005, ma i due film vengono programmati entrambi nella stessa stagione), che vince il Good Movie Scenario Contest e continua la consueta passerella nazionale (partecipazione a Pusan) ed europea (Karlovy Vary). Gli Stati Uniti sono invece tutti “dentro” al film, che racconta il mal d’amore di una deejay radiofonica di origine coreana in California. Nello stesso anno Lee Yoon-ki sperimenta anche la regia televisiva, con “The Hard Goodbye”, scritto e diretto per la KBS-TV.
Nel 2006 è la volta di “Ad lib Night”, tratto dal romanzo omonimo di Azuko Taira, in cui i temi che avevano inaugurato la sua idea di cinema ritornano, trasformati ed aggiornati: la protagonista, come la Jeong-hae di “This Charming Girl”, è una ragazza giovane e sola, che questa volta si ricongiunge con una famiglia e un passato che non le appartengono, ma che le entrano nell’anima e le consentono di crescere. Sospeso tra la passione per il cinema indipendente americano (il mito “classico” di John Cassavetes) e quello europeo (l’altro “mito” delle nouvelles vagues e delle avanguardie), Lee Yoon-ki continua la sua sperimentazione, dialogando a distanza con la tradizione nazionale.

Filmografia:

Ad Lib Night (A-joo Teuk-byeol-han Son-nim 2006)
Love Talk (Leo-beu-to-keu 2005)
The Hard Goodbye (nae-ga-salag-dan-chip 2005)
This Charming Girl (Yeo-ja, Jeong-hye 2004)

LEE SEOK-HOON Classe 1972, Lee Seok-hoon ha esordito nel lungometraggio nel 2006 con “See You After School”, ricevendo giudizi entusiastici per aver saputo ritrarre il lato oscuro della società coreana usando come sfondo l’ambientazione scolastica. Uscito nelle sale coreane nel mese di settembre, la commedia romantica “Two Faces of My Girlfriend” ha totalizzato la discreta cifra di circa 700.000 spettatori.

Filmografia:

Two Faces of My Girlfriend (Doo Eol-gool-eui Yeo-chin 2007)
See You After School (Bang-kwa-hoo Ok-sang 2006)
LEE SEUNG-YOUNG Cosceneggiatore del lungometraggio “Girl by Girl” (2007) di Park Dong-hoon, nel 2006 ha partecipato al Busan Asian Short Film Festival, al Seoul Independent Film Festival e all’ Independent Film & Video Makers' Forum.

Filmografia:

I’m not that kind of person (Na gron saram aniaeio 2006)
Somewhere over here (2007)
LEE SUNG-GANG I corti di Lee come “Torso” e “Love” hanno ricevuto premi importanti in Corea, mentre “Umbrella”, “Soul” e “Ashes in the Thicker” sono stati proiettati in prestigiosi festival di animazione a Hiroshima e Annecy. Nel 2002 il suo primo lungometraggio di animazione “My Beautiful Girl, Mari” ha vinto il Grand Prix all’Annecy International Animated Film Festival, primo film coreano in assoluto a ricevere tale onore.

Filmografia:

Texture of Skin (Sal-gyeol 2007)
My Beautiful Girl, Mari (Ma-ri I-ya-gi 2002
NOH DONG-SEOK Nato nel 1973, Noh ha studiato cinema alla Korean Academy of Film Arts. I suoi corti “Chorong & Me” e “Doggy” sono stati invitati in svariati festival. Del 2004 è il suo primo lungometraggio, “My Generation”. Inoltre Noh ha ricevuto riconoscimenti alla competizione di sceneggiatura del KOFIC del 2004 per lo script di “Dreaming Plant”. Il suo secondo lungometraggio, “Boys of Tomorrow”, è stato presentato al 60º Festival Internazionale del Cinema di Locarno, dove il direttore della fotografia Cho Sang-yoon si è aggiudicato la Menzione speciale.

Filmografia:

My Generation (My Generation 2004)
Boys of Tomorrow (Woo-ri-e-ge Nae-il-eun Eobs-da 2006)
OH KI-HWAN Nato nel 1967, Oh si è specializzato in teatro e cinema alla Hanyang University. In possesso di un’innata abilità nel riconoscere progetti ad alto tasso di popolarità, ha reso i suoi due film, il mélo “Last Present” (2001) e la commedia romantica “The Art of Seduction” (2005), altrettanti successi.

Filmografia:

Last Present (Seonmul 2001)
The Art of Seduction (Jark-eob-ui Jeong-seok 2005)
Someone Behind You (Doo Sa-lam-i-da 2007)
PARK HEUNG-SIK Nato nel 1962, ha conseguito un master in filmologia alla Freie Universität di Berlino. Dopo aver ricevuto critiche favorevoli ai suoi corti in vari festival (tra cui il premio per il miglior film nella sezione cortometraggi al Torino Film Festival del 1999 con “A Day”), ha esordito nel lungometraggio nel 2004 con “The Twins”. Presentato al 25° Torino Film Festival, “The Railroad” si è aggiudicato il Premio Fipresci e il suo protagonista maschile, Kim Kang-woo, ha ricevuto il premio per il miglior attore.

Filmografia:

The Railroad (Kyeong-eui-seon 2007)
The Twins (Yeok-jeon-eui Myeong-soo 2004)
PARK JONG-YOUNG Nato nel 1972. Nel 2002 con “Ringwanderung” si è aggiudicato il Premio della Giuria al Mise-en-scene’s Genres Film Festival (MGFF).

Filmografia:

Amigdala (2002)
Click (2002)
Ringwanderung (Ringwanderung 2001)
PARK SOO-YOUNG  Nato nel 1976 e laureatosi alla Hanyang University (Dept. of Theater & Film), Park Soo-young è autore di numerosi cortometraggi.

Filmografia:

Hanging Tough / Fantastic Parasuicides (Pan-ta-su-tik Ja-sal So-dong, 2007)
YIM SOON-RYE Yim Soon-rye è nata a Inchon nel 1960. Laureata in letteratura inglese all’Università Han Yang di Seul, ha studiato teoria cinematografica all’Università di Parigi VIII. Nel 1992 ritorna in Corea per lavorare al film “Out to the World” come assistente del regista Yeo Kyundong. Nel 1994 si fa notare col premiato cortometraggio “Promenade in the Rain”, che racconta l’attesa carica di eccitazione e di dolce paura di Jung-la, che lavora in un cinema alla periferia di Seul, e che aspetta un uomo con il quale ha preso un appuntamento al buio attraverso un annuncio. Debutta nel lungometraggio con “Three Friends” (1996, premio NETPAC a Pusan), che racconta la parabola di tre amici che, dopo aver fallito l’esame di maturità al termine delle scuole superiori, si trovano ad affrontare un futuro senza troppe speranze, tra il servizio militare e il crollo dei sogni. Il ritratto di una Generazione X coreana che cinque anni dopo ritroviamo, più vecchia e ancora più sconfortata in “Waikiki Brothers”, altro ritratto corale dolceamaro di disillusione e fallimento. Nel 2003 partecipa al film ad episodi “If You Were Me”, con Park Chan-wook, Jeong Jae-eun, Park Jin-pyo, Park Kwang-su, e Yeo Kyun-dong. Sei brevi storie raccontano di piccole offese ai diritti umani, cose che succedono tutti i giorni: bambini costretti ad operazioni, adolescenti discriminati perché sovrappeso, immigrati non capiti, la vergogna usata come metodo educativo. Nel 2007 ha realizzato il curioso “The Best Moment of Our Lives”, un altro tassello della rappresentazione della società coreana al femminile, che ricostruisce la storia della squadra di pallamano che ha trionfato alle Olimpiadi del 2004 ad Atene.

Filmografia:

If You Were Me (Yeoseotgae-ui Siseon 2003)
Waikiki Brothers (Waikiki Buradeoseu 2001)
Three Friends (Sechingu 1996)
YOO SEONG-YEOP Laureato alla Temple University, Yoo si sta attualmente specializzando alla Chung-Ang University. “Riverside Expressway” è stato presentato all’8th Jeonju International Film Fest e al 12th Busan International Film Fest.

Filmografia:

Riverside Expressway (Gangbyonbukro 2007)
In the Bed (2004)
Searching for W (2002)
Fish Bowl (2001)
Impulse (1999)