17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze
17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze

TWO FACES OF MY GIRLFRIEND

Titolo Coreano:
두 얼굴의 여친
Pronuncia Originale:
Du Eolgurui Yeochin
Titolo Italiano:
Le Due Facce Della Mia Ragazza
Regista:
Anno:
2007
Durata:
117
Nazione:
corea del sud
Formato:
35mm
Tipologia:
Colore:
colore
Lingua:
coreano
Sottotitoli:
Italiano, Inglese
Genere:
Produzione:
Distribuzione Internazionale:
Edizione Festival:
Sezione Festival:
Orizzonti Coreani
Sinossi

Guchang, un ragazzo buffo e impacciato con nessuna esperienza in fatto di donne, felicissimo di incontrare una ragazza speciale. Il destino lo aaccontenta e una sera mentre torna a casa in metropolitana, gli mette di fronte una ragazza dall'aspetto spettrale davanti alla quale spaventato non trova di meglio da fare che perdere il cellulare e darsela a gambe. La incontra nuovamente il giorno dopo senza però riconoscerla alla mensa studentesca dove Anni, questo il nome della ragazza torna a cercare il portafoglio dimenticato sul tavolo, il portafoglio naturalmente è finito nelle tasche di Guchang che nel frattempo si sta facendo una bella mangiata coi soldi di lei. Grazie a questa casualità i due iniziano ad interagire, ma Anni dà subito segni di stranezza...

Recensione Film

Se nella prima parte il film pullula di gustosissime trovate visive, nella parte centrale si siede un po' infilando passaggi abbastanza trasandati. La seconda parte di "Two Faces of my Girlfriend" si incupisce all'improvviso diventando addirittura tragica in occasione del flashback rivelatore: lo stile si adegua tempestivamente alla drammaticità della situazione, innalzandosi in plananti riprese dall'alto, illuminazioni lampeggianti e archi piangenti. Terminato il flashback, il film si disloca ulteriormente frequentando atmosfere da dramma psicologico per ritrovare però la verve comica in una fuga verso l'oceano che è al tempo stesso euforia cartonesca e sgargiante omaggio al Truffaut de "I 400 colpi". Un vortice di generi splendidamente interpretato da Bong Tae-gyu e decorosamente diretto da Lee Seok-hoon, una maggiore stringatezza avrebbe tuttavia giovato a un film che con questo minutaggio resta un esempio di vitale stravaganza narrativa e visiva.