17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze
17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze

SHOW MUST GO ON, THE

Titolo Coreano:
우아한 세계
Pronuncia Originale:
Uahan segye
Titolo Italiano:
Lo spettacolo deve continuare
Regista:
Anno:
2007
Durata:
112'
Nazione:
corea del sud
Formato:
dcp
Tipologia:
Colore:
colore
Lingua:
coreano
Sottotitoli:
Italiano, Inglese
Genere:
,
Produzione:
Distribuzione Internazionale:
Interpreti:
Cha Min-suk, Cho Hak-hyun, CHOI Il-hwa, Choi Jae-yeon, Choi Jong-ryul, Chung Jae-han, HONG Sung-duk, Jung In-gi, Kim Hye-jin, Kim Seong-il, Kim So-eun, KWON Tae-won, LEE Dae-yon, LEE Mi-hui, MIN Seong-uk, Oh Dal-su, Oh Jung-se, Park Ji-young, Park Jin-woo, Song Kang-ho, Yoon Je-moon
Produttore:
Assistente alla Produzione:
, , ,
Assistente del Regista:
, ,
Sceneggiatore:
Direttore alla Fotografia:
Montaggio:
Assistente al Montaggio:
,
Direttore Artistico:
Operatore Riprese:
Story Board:
Direttore delle Luci:
Costumista:
Assistente Costumista:
Effetti Speciali:
Edizione Festival:
Sezione Festival:
Retrospettiva
Rassegna/Retrospettiva:
Sinossi

Kang In-gu è un piccolo gangster la cui massima aspirazione è acquistare una casa più confortevole e provvedere al meglio ai bisogni quotidiani di moglie e figli. Purtroppo In-gu è stressato dal lavoro e dalle responsabilità e in più ha problemi in famiglia: è detestato dalla figlia Hee-soon, che si vergogna di lui, si ritrova sull’orlo della separazione dalla moglie Mi-ryung, che lo esorta ad abbandonare il suo stile di vita; inoltre ha un rapporto conflittuale con il figlio del suo boss, mentre il suo migliore amico, Hyun-su, lavora per una gang rivale. Coinvolto in un grosso affare nel campo immobiliare, spera di risolvere i suoi problemi, ma gli eventi lo travolgeranno.

Recensione Film

Come raccontare la vita di un gangster goffo e maldestro, alle prese con le difficoltà quotidiane di tutti gli uomini comuni? La ricetta di Han Jae-rim è semplice: togliere al personaggio la sua aura romantica e violenta e affidarlo a un attore versatile come Song Kang-ho, capace di mostrare tutte le fragilità di un finto “duro”. Il risultato è un film che fa dell'imprevedibilità la sua cifra narrativa più esaltante, in un mix irresistibile tra commedia e tragedia, con un finale ai limiti del grottesco. Come nei momenti più cupi e violenti si percepisce un'ironia strisciante, così nelle sequenze più comiche si affaccia costantemente un senso di amarezza e insoddisfazione. Han non rinuncia agli stilemi del gangster-movie (sparatorie, agguati, inseguimenti, paranoia urbana), ma li trasfigura, dando loro una nuova luce, grazie anche alla straordinaria prova d'attore di Song, che ancora una volta dona corpo e voce alla tragedia di un uomo ridicolo.