17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze
17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze

PARADISE MURDERED

Titolo Coreano:
극락도 살인사건
Pronuncia Originale:
Geuk-rak-do Sal-in-sa-geon
Titolo Italiano:
Il Paradiso Ucciso
Regista:
Anno:
2006
Durata:
112 minuti
Nazione:
corea del sud
Formato:
35mm
Tipologia:
Colore:
colore
Lingua:
coreano
Sottotitoli:
Italiano, Inglese
Genere:
Distribuzione Internazionale:
Interpreti:
An Nae-sang, Choi Joo-bong, Kim In-moon, Park Sol-mi, Park Won-sang, Sung Ji-ru, Yoo Hye-jeong
Sceneggiatore:
Musiche:
Direttore alla Fotografia:
Montaggio:
Direttore Artistico:
Direttore delle Luci:
Costumista:
Effetti Speciali:
Edizione Festival:
Sezione Festival:
K-Thriller
Sinossi

Paradise Island, è per la sua esigua popolazione di sole 17 persone,una vera “isola felice”, almeno fino a quando un misterioso omicidio e la sparizione di uno dei suoi abitanti non getta nello sconforto e nell’inquietudine l’intera comunità. Il corpo dell’uomo, inizialmente ritenuto colpevole del delitto, viene ritrovato mutilato, e l’ombra del sospetto si stende su tutta la collettività, e, a turno, su ognuno dei suoi componenti, dal medico alla maestra, dal sindaco al vecchio del villaggio. Psicosi, allucinazioni, suicidi e assassinii, ma a tutto c’è una spiegazione…

Recensione Film

Opera prima di Kim Han-min, che si confermerà in seguito regista di buon livello con il lungometraggio Handphone, Paradise Murdered rappresenta un’eccellente prova d’esordio facilmente inseribile in quel filone di film, particolarmente nutrito nella cinematografia coreana, dove la contrapposizione dialettica fra scienza e natura, fra inarrestabile sviluppo e tradizione, invece di trovare un ragionevole termine di mediazione, porta rapidamente a una crisi inevitabile. Accostamenti impropri a precedenti illustri e un po’ ingombranti come Memories Of Murder di Bong Joon-ho hanno spesso portato a sottovalutare un film che, attraverso un’ottima fotografia, una splendida ambientazione e un’eccezionale prova corale da parte degli attori, svolge egregiamente il suo compito d’intrattenimento; Kim Han-min riesce inoltre a renderne ancora più gradevole la visione, inserendo, in un’atmosfera che, col procedere della storia, si fa progressivamente sempre più cupa ed inquietante, episodi d’intelligente e spontaneo umorismo.