17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze
17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze

MY DEAR DESPERADO

Titolo Coreano:
내 깡패 같은 애인
Pronuncia Originale:
Nae-Ggang-pae Gaeun-Aein
Titolo Italiano:
Mio caro gangster
Regista:
Anno:
2010
Durata:
105 minuti
Nazione:
Corea del Sud, Francia, Giappone, USA, Regno Unito
Formato:
35mm, HD, DCP, Beta, 16mm, 2D, MOV
Tipologia:
Colore:
Colore, Bianco e Nero
Lingua:
Inglese, Italiano, Coreano, Giapponese, Cinese, Mandarino, Francesce
Sottotitoli:
Italiano, Inglese, Tedesco, Francesce
Genere:
,
Produzione:
,
Distribuzione Internazionale:
Interpreti:
Jeong In-gi, Jeong Woo-hyeok, Jung Yu-mi, Kwon Se-in, Min Kyoung-jin, No Seung-beom, Park Won-sang
Sceneggiatore:
Musiche:
Direttore alla Fotografia:
Direttore Artistico:
Direttore delle Luci:
Costumista:
Effetti Speciali:
Edizione Festival:
Sezione Festival:
Orizzonti Coreani
Sinossi

Se-Jin lascia il suo paesino per lavorare in una compagnia di Seoul. In un primo tempo tutto sembra perfetto, (casa, lavoro, una nuova relazione), ma quando l’azienda fallisce anche il resto scompare all’improvviso. Si ritrova a vivere in un sobborgo, con un vicino di casa strano e misterioso, Dong-Chul, presunto gangster. Alla ricerca disperata di un lavoro Sen-Jin le prova proprio tutte, scontrandosi con la dura realtà di un mondo che impone compromessi, o non da chance. Ma per fortuna, di fianco a lei c’è un inatteso angelo custode.

Recensione Film

My dear desperado è una commedia tenera e buffa, venata di gangster movie quanto basta per giustificare la presenza di questo “desperado” un po’ fannullone, poco più che tirapiedi, neanche troppo indaffarato e compreso nel suo ruolo. Rude, musone, sgraziato, Dong Chul è un disadattato, così come lo è, a modo suo, anche Se-Jin, che viene dalla campagna, che si perde in un bicchier d’acqua, che non sa farsi valere davanti ai soprusi e che piagniucola autocommiserandosi per la sua sfortuna nera. Le loro due solitudini si incontrano sul pianerottolo squallido e umido dei loro appartamenti, e si fondono magicamente, creando un connubio curioso e improbabile, un mutuo soccorso, ma anche, perché no, un amore. Ma per due personaggi così fuori dagli schemi, in tutti i sensi ai margini della Seoul che lavora, vive e produce, anche il sentimento si evolve e si esprime come può, secondo le dinamiche irregolari e strampalate delle loro esistenze.