17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze
17th Florence Korea Film Fest - Festival dedicato al cinema coreano a Firenze

HIDE AND SEEK

Titolo Coreano:
숨바꼭질
Pronuncia Originale:
Sum-bakk-og-jil
Titolo Italiano:
Presenze Nascoste
Regista:
Anno:
2013
Durata:
107
Nazione:
corea del sud
Formato:
35mm
Tipologia:
Colore:
colore
Lingua:
coreano
Sottotitoli:
Italiano, Inglese
Genere:
,
Produzione:
Distribuzione Internazionale:
,
Interpreti:
Eom Ji-seong, Heo Nam-il, Jeon Mi-sun, Jeong Jun-won, Kim Ji-young, Kim Su-an, Lee Jun-hyeok, Lee Yeoung-sok, Moon Jeong-hee, Seong Yu-bin, Son Hyun-ju
Produttore:
,
Sceneggiatore:
Musiche:
Direttore alla Fotografia:
Direttore Artistico:
Direttore delle Luci:
Costumista:
Effetti Speciali:
Edizione Festival:
Sezione Festival:
Opening Film Festival
Sinossi

Sung-soo vive felicemente con la moglie e i figli in un appartamento di lusso a Seoul. La vita scorre perfetta, se non fosse per i sensi di colpa che nutre verso il fratello maggiore, che anni prima ha tradito. Un giorno, viene a sapere che il fratello è scomparso. Va a cercarlo, nei quartieri degradati dove abita. E scopre strani simboli scritti sugli appartamenti, e gli abitanti terrorizzati. Quando torna a casa, scopre simboli simili anche sulla sua porta.

Recensione Film

Ho avuto talmente paura che mi sono cadute le lenti a contatto”, ha detto uno spettatore alla prima del film a Londra, al Korean film fest. Girato con un piccolo budget e senza star, il film ha avuto un enorme successo in Corea, dove ha riempito le sale per oltre due mesi. Tra i motivi di interesse del film, forse il principale è l’intuizione del regista, che ha saputo cogliere paure presenti nella società coreana contemporanea. Chi ha raggiunto il benessere, una bella casa, un livello di vita confortevole, teme la massa dei senza nome, dei senza denaro, dei senza benessere. Il film descrive il taglio netto fra due stili di vita: il contrasto fra la casa confortevole dei protagonisti a Seoul e i condomini desolati delle estreme periferie. C’è qualcosa di reazionario in tutto questo, ma evidentemente Huh Jung ha intercettato sentimenti profondi, comuni a gran parte della popolazione coreana. E non solo a loro. I protagonisti non sono divi, neppure in Corea – Son Hyun-joo ha fatto molta televisione, e al cinema era il “vilain” di Secretly Greatly – ma questo probabilmente aggiunge freschezza alla sua interpretazione. Se il piatto forte è il thriller, il dosaggio continuo di paura e di shock, c’è una back story che cresce: i ricordi d’infanzia dei due fratelli, il grande buco nero che c’è nell’anima di entrambi.